mistoantico

fare facce

di faccia ho questa, che Dio me la mandi
buona per tutte le occasioni, una!
in quel che faccio sempre ce la metto,
ovunque atta a far la faccia buona.

*

e-vento
a Cetta e Federico

scrivessimo due testi a venti dita?
testi a due teste bifronti a due lobi
leggessimo a due voci la partita
col pubblico saremmo solo sobri

piangessero e ridessero stremati
esausti noi restiamo strabiliati
dopo faremo tutti un gran silenzio
e bruceremo insieme dell’assenzio.


*
de(r)vishly


non oso dirlo per scaramanzia
non dico cosa ma era cosa mia,
non che l’avessi persa, l’ho trovata.
preferisco a qualunque marmellata

la dolcezza di questo amato bene
dalla terra del fuoco, in aria viene.
Tesoro, trovo prima te del mondo,
un filtro che mi fa girare in tondo.

*

Senza sesso la giornata è già stanca
scarta il sogno, la noia la sfianca.
Compie il corpo coordinato moto,
tristezza lo affloscia di slancio vuoto.

Dolciamare fatiche, una fortuna
lo preserva finchè appare la luna.
Eppure si trascina il melodramma
non c’è una fiamma né un fuoriprogramma.

*

quegli occhi luccicanti marroncini
si accendono di tutti gli sfavilli
le ire i desideri le nozioni
li muovono che li rendono belli

la pace la serenità il sorriso
fermano di sale gli spiritelli.
loro quegli occhi fissi su quel viso
mi trascinano indietro per i capelli.

*
e-bbrezza


bimba se vai veloce arrivi prima
te l’assicuro credi non c’è il trucco,
raro accade nella vita  che mima
ergo corri non rimaner di stucco

scordati dell’inciampo nella testa
sgombra da crucci fuga la lentezza
i ritmi scontati: per far festa
i pensieri aboliti dalla brezza.

*

passami il sale o Erato quand’occorre


dormire con le donne per piacere
per l’uomo diventa insignificante
quando dura poco in particolare
non spalanca del cervello le ante.

le fantasie sbrigliate fai cavalchi
di immagini l’inventore si senta
trovi nell’invariato la variante:
breve che sia ha scolpito l’istante.

*

postadrenalinico



sì sento lo sfinimento sfilaccio
se a volte nemmeno me ne accorgo,
misura o quale peso potrei darvi
ho un piede nella fossa son malata.

di bellezza questa mi fu accordata
mentre mi scorre la vita davanti
sono inutili tutti questi pianti
non so da chi possa averlo imparato.

so di essere dura di cervello
fatto sta che si è stabilito il bello…
e tutta la fatica di seguirlo

l’inutile delitto del rovello
il morire di estrema consunzione
capisci che mi passa sulla testa:

è l’ora dolce, passa la dolcezza.

*


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