ventidodici

fiat


vorrà con ragione correre ai ripari,
torpido insonne sia il tuo turbamento,
trepido vigile avrà veglia il momento;
o se piuttosto rimanere ignari

sceglieranno gli spiriti del sonno
cui sempre lasceremo preferenza,
candida schiera dall’abile scienza:
potere, buon gioco, ciò che vorranno.

*

Strategico procrastinare


E’ la classifica che qui lamento.
Forse di corsa, all’ultimo momento
l’improrogabile quello lo faccio.
Impervia pittima esigente alquanto!

fino a che l’ordine sia stabilito
non si può certo muovere un dito,
si rischia un abbaglio se agisci d’impulso.
Farà ridere il pericolo corso?

*
atomo-attore ottimo-attimo


ottagonale poliedro perfetto
l’oscuro oggetto l’elettr-ottetto
cui ogni atomo che io rispetto
aspira, di regola, vuol l’aspetto.

zoppica instabile se non l’ottiene
per la tristezza si taglia le vene:
trascina irriconoscibili mene
resiste allo spasimo finchè sviene.

*
salvia basilico erba cipollina
melissa iberico rosamarina
conviene tu tenga sulla finestra
che insaporisca tu ogni minestra

se il risultato contassi scontato
il gusto forte d’india traviato,
prova d’amore per la tua Liguria
cibi strani di sua cucina spuria.

*

piccola eclissi di Venere a monte
se preferite gli passa di fronte
oltre il pianeta passa sopra Apollo
non dico se guardi lui o all’opposto

se Marte o Vulcano si trovi a lato;
un sole s’offusca, attimo bruciato.
se però quegli autocomburente
non si degnasse di darle niente?

*
per dono

ora che è morto carità è scusare
tutto. se l’avessi già fatto, ancora.
non deve restare niente che si possa
perdonare più tardi, rimandare;

allora è meglio adesso! se ha costrutto
se quel che fu difficile ad un uomo
se la proposizione è del perdòno
a un morto verrà sempre di diritto.

*

rinasce il me in te? si fa attendere
o accade, vuol cambiare si fa arguto,
non avvinghiarsi o temibile vendere
chi era tuo a chi diventi muto;

farsi desiderare se potesse
o non t’avesse incantato abbastanza…
le mani avanti una volta messe
non hanno ormai alcuna rilevanza.

*

finchè remoti arrivino rapaci
regni del sonno, gli accaniti idiomi
credi di non capire; sono gnomi
da Morfeo spinti mordono vivaci,

una sabbietta lor d’oro versano
che non si è mai vista, nei vostri occhi
che poi diventa la pagliuzza a spicchi.
nel frattempo è mattina, si immergono.

*



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