Miguel de
Cervantes Saavedra (1547-1616)
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El ingenioso hidalgo Don Quijote de la Mancia
En un lugar de la Mancha, de cuyo nombre no
quiero acordarme, no ha mucho tiempo que vivia un hidalgo de los de lanza en
astillero, adarga antigua, rocin flaco y galgo corredor. Una olla de algo màs
vaca que carnero, salpicón las màs noches, duelos y quebrantos los sábados,
lantejas los viernes, algún palomino de añadidura los domingos , consumian
las tres partes de su hacienda. El resto della concluían sayo de velarte,
calzas de velludo para las fiestas, con sus pantuflos de lo mesmo, y los dias
de entresemana se honraba con su vellorí de lo màs fino.
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L’ingegnoso nobiluomo Don Chisciotte della
Mancia
In un luogo della Mancia, il cui nome non voglio
ricordare, viveva non è gran tempo un nobiluomo di quelli con lancia nella
rastrelliera, scudo antico, ronzino fiacco e un levriere da corsa. Un piatto
di qualcosa, più vacca che castrato, frittata il più delle sere, spezzatino
il sabato, lenticchie il venerdì, qualche piccioncino per soprappiù la
domenica, esaurivano i tre quarti dei suoi averi. Al resto davano fondo la
zimarra di castorino, i calzoni di velluto per le feste, con le
corrispondenti controscarpe dello stesso velluto, e i giorni della settimana
poi si onorava con l'orbace del più fino.
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