eine reife süsse klage





AN SABINE

Das farbenlaub umschlang die sage
Von manchem weh des sommerbrands
Als eine reife süsse klage ..
Und unsre wünsche pochten minder
Bei glück und träne schöner kinder –
So waren alle diese tage
Von blum und frucht ein duftiger kranz.





A SABINA

Fronda colorata avvolse la saga
Per qualche male dell'incendio estivo
Come dolcezza lamento maturo..
E i desideri pulsarono meno
In gioie e lacrime di bimbi belli -
Così furono tutti questi giorni
Di fiore e frutto corona odorosa.






https://www.youtube.com/watch?v=-XBuUabEvM4 Lettura di Karl Esse

*

Non sostare alla soglia del dolore










Halte nicht ein bei bei der Schmerzgrenze
Halte nicht ein
Geh ein Wort weiter
Einen Atemzug
Noch über dich hinaus
Greif dir im Leeren
Die Osterblume





Non sostare alla soglia del dolore
non sostare
procedi una parola oltre
un inspiro
al di fuori ancora di te
afferra per te nel vacuo
il narciso pasquale







*

Ghiandaia morente / Sterbender Häher





Wir gehn
durch den Herbst oder einen späten Frühling,
Hahnenfuß und Löwenzahn.
Aber ich seh: Wir gehn
vorüber an IHM,
der stirbt im Klee
auf der kleinen Wiese im Wald.
Ich seh: Um ihn geht es, nicht um uns.
Immer geht es um die Liebenden oder die Sterbenden,
in ihnen nur lebt die Welt ganz.
So sind wir wohl tanzende Schatten
auf den grünen Wellen Lichts, die noch schlagen
an sein schweres Aug.
Den Schnabel öffnet er gegen uns
in lautlosem Schrei – da:
Sein Gefieder sträubt sich kindlich, eh er
versinkt in dem schwarzen Gewässer Schmerz
und wir ihm gleichgültig werden.




Andiamo d’autunno o tarda primavera,
ranuncolo e dente di leone.
Ma vedo: andiamo
passando Lei,
che muore nel trifoglio
su questo piccolo prato nel bosco.
Vedo: Lei importa, non noi.
Sempre importano i viventi o i morenti,
solo in essi vive il mondo intero.
Così siamo sicuro ombre danzanti
sulle onde verdi di luce, che ancora colpiscono
il suo occhio pesante.
Il becco apre verso di noi
in grido silente - ecco:
le sue penne si tendono infantili, prima
che sprofondi nel nero liquame di dolore
e le veniamo indifferenti.








*

Ein Winterabend / Una sera invernale
















Wenn der Schnee ans Fenster fällt, 
Lang die Abendglocke läutet, 
Vielen ist der Tisch bereitet 
Und das Haus ist wohlbestellt. 

Mancher auf der Wanderschaft 
Kommt ans Tor auf dunklen Pfaden. 
Golden blüht der Baum der Gnaden 
Aus der Erde kühlem Saft. 

Wanderer tritt still herein; 
Schmerz versteinerte die Schwelle. 
Da erglänzt in reiner Helle 
Auf dem Tische Brot und Wein.







Se è neve alla finestra,
a lungo suona campana serale,
è per molti la mensa apparecchiata
la casa bendisposta.

Chi al mondo è pellegrino
su oscure vie è alla porta.
Oro fiorisce albero di grazia
da terra fresca linfa.

Viandante entra silenzioso; 
dolore pietrificò soglia. 
Ecco splende in pura chiarìa 
sulla tavola pane e vino.












*

dal 1883 ca. ED 1544









Who has not found the Heaven - below -
Will fail of it above -
For Angels rent the House next ours,
Wherever we remove -




Chi non trova il Paradiso − quaggiù −
Lo mancherà lassù −
Angeli affittano Casa accanto a noi,
Ovunque traslochiamo −









*

blickt ins Ferne sie / guarda nel vuoto lei








ph: TroveRete, Snell, Artificial Intelligence (AI), DioNiso















Die Hand
legt prüfend sie
an ihre Kehle,
als wollt sie fühlen,
dass sie bei Stimme sei
und dass der Hals ihr
noch verblieb,
der schön geschwungene.
Die Augen schienen
eben doch zu lächeln,
die Lippen leicht geöffnet,
blickt ins Ferne sie.
Und ahnt und
weiß?









La mano
pone a tentare
sulla sua gola
a voler vedere
se abbia intonata voce
se il collo le rimanga
il bello arcuato.
Gli occhi le sembravano
poco fa sorridere,
le labbra appena aperte,
guarda nel vuoto lei.
E intuisce e
sa?










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per Remotti facciamo gai sonetti







ph: TroveRete, gufo della neve









Sesamo apriti semi e dai olio
sedano cresci dal cuore sei tenero
peccato devo togliere il trifoglio
tuttuno con voi le piante io venero

piccolo orto concluso coltivo -
cànachi che interazione trovaste
affascina il vegetale suo divo
in raggi fra tutto quello che esiste

siamo noi tutti il contatto tremendo
atomi infinitamente divisi
simbiosi che rileviamo tremando

biologi per primitivo scoprire
antropologi riscoprono visi…
l’esistente non presenti sue ire.












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