Georgien 2008

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toccare gli estremi o lasciare che si tocchino?






ph giara in ceramica, 2000 a. C.


La coppia di opposti fu chiamata yin e yang. Mai come in questo caso è significativo il fatto che yin indichi la Terra (più che il femminile come genere) e che yang indichi il Cielo (più che il semplice maschile). 
Yin indica anche luna, acqua, freddo, scuro e il lato in ombra di una collina, mentre yang indica sole, fuoco, caldo, luce e il lato soleggiato della collina. 
[...] ogni cosa in natura può essere vista in termini di yin e yang. 
Ma il concetto di yin e yang è un concetto di cambiamento solo, appunto, se l’essere opposti lo è in senso di ininterrotta e continua complementarietà: lo yang chiama e lo yin risponde, dove si accresce l’uno diminuisce l’altro in nome dello sviluppo reciproco. Il giorno e la notte si avvicendano; le energie nel corpo crescono e calano. 
Così l’idea di equilibrio è che yin e yang sono nelle loro esatte proporzioni e fluiscono e rifluiscono al momento giusto. 
Il simbolo dello yin-yang incorpora la natura “fluida” di yin e yang. I settori scuro e chiaro che rappresentano lo yin e lo yang sono racchiusi nello stesso cerchio. Non solo si scambiano l’un l’altro, ma lo yin contiene un po’ di yang e lo yang un po’ di yin. Questo significa che niente è puramente yin o yang, ma ha tracce del suo opposto nella sua stessa natura. Il punto chiaro nel lato yin e quello scuro nello yang accentuano ulteriormente questa realtà.

da Lino Carriero su La Stampa





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Perviene a noi da un movimento di pensiero che combina l’antica filosofia cinese con l’opera forse scritta forse solo trasmessa via orale a pochi discepoli, di Lao, vissuto nel VII secolo a.C. La tradizione vuole che egli prima di morire salisse e sparisse nelle montagne.
Il Tao, la “Via”, nella prima strofa suggerisce di essere l’essenza prima che costituisce tutte le cose che esistono e il respiro primordiale che supporta la vita. 

Si ricerca l’armonia con la natura, ovvero con il Tao, per poter raggiungere la completezza e l’unione con l’essenza dell’universo. Verso la consapevolezza di essere una scintilla dell’enorme potenziale di cui l’universo è costituito, si trova la felicità, la realizzazione di se stesso, il senso della vita o una quiete al proprio interno.







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dall'ineffabile



Trenta raggi convergono nel mozzo
ma è proprio dove non c’è nulla che sta l’utilità della ruota.
Si plasma l’argilla per farne un recipiente
ma è proprio dove non c’è nulla che sta l’utilità.
Si aprono porte e finestre per fare una stanza
ma è dove non c’è nulla che sta l’utilità.
Così il «c’è» presenta delle opportunità,

che il «non c’è» trasforma in utilità.


The thirty spokes unite in the one nave
but it is on the empty space (for the axle) that the use of the wheel depends.
Clay is fashioned into vessels
but it is on their empty hollowness, that their use depends.
The door and windows are cut out (from the walls) to form an apartment
but it is on the empty space (within), that its use depends.
Therefore, what has a (positive) existence serves for profitable adaptation
and what has not that for (actual) usefulness.


polarità maschio/femmina e omosessualità latenti in noi




L'idea che tutti gli opposti sono polari – che luce e buio, vincere
e perdere, buono e cattivo sono soltanto differenti aspetti dello
stesso fenomeno – è uno dei princìpi fondamentali del modo di vita
orientale. Poiché tutti gli opposti sono interdipendenti, il loro
conflitto non può mai finire con la vittoria totale di uno dei poli,
ma sarà sempre una manifestazione dell'azione reciproca tra l'uno e l'altro polo. In Oriente, una persona virtuosa non è perciò quella che affronta l'impossibile compito di battersi per il bene e di sconfiggere il male, bensì quella che è capace di mantenere un equilibrio dinamico tra il bene e il male.
Questa idea di equilibrio dinamico è essenziale per il modo in cui
l'unità degli opposti è sperimentata nel misticismo orientale. Non è

mai un'identità statica, ma sempre un'interazione dinamica tra due estremi.

Una delle principali polarità della vita è quella tra il lato
femminile e quello maschile della natura umana. Come succede
con la polarità tra buono e cattivo o tra vita e morte, tendiamo a
sentirci a disagio di fronte alla polarità maschio/femmina che è in
noi stessi, e siamo quindi portati a dare risalto a uno o all'altro di
questi aspetti. La società occidentale ha tradizionalmente favorito
più l'aspetto maschile che quello femminile. Invece di riconoscere
che la personalità di ogni uomo e di ogni donna è il risultato di una
azione reciproca tra l'elemento maschile e quello femminile, essa
ha stabilito un ordine statico in cui si suppone che tutti gli uomini
siano maschili e tutte le donne femminili, e ha assegnato all'uomo i
ruoli guida e la maggior parte dei privilegi della società. Questo
atteggiamento si è tradotto in una eccessiva importanza data a tutti
gli aspetti yang – o maschili – della natura umana: attività, pensiero
razionale, competitività, aggressività, e così via. Le modalità di
coscienza yin – o femminili – che possono essere descritte con
termini quali intuitivo, religioso, mistico, occulto o psichico, sono
state costantemente soffocate nella nostra società di tendenze
maschiliste.
Nel misticismo orientale, queste modalità femminili vengono
sviluppate e si cerca di realizzare un'unità tra i due aspetti della
natura umana. Un essere umano pienamente realizzato è quello che,
secondo le parole di Lao-tzu, "sa d'esser maschile e si mantiene
femminile". In molte tradizioni orientali, l'equilibrio dinamico
tra le modalità di coscienza maschile e femminile è lo scopo
principale della meditazione [...]
Nel Buddhismo tantrico, la polarità maschio/femmina è spesso
illustrata con l'aiuto di simboli sessuali. La saggezza intuitiva è
vista come la qualità passiva, femminile, della natura umana,
l'amore e la compassione come la qualità attiva, maschile, e
l'unione di entrambe nel processo di illuminazione è rappresentata
con estatici amplessi sessuali di divinità maschili e femminili.
 I mistici orientali affermano che si può avere l'esperienza dell'unione
della propria mascolinità e della propria femminilità solo quando si
è raggiunto un livello superiore di coscienza, nel quale il mondo del
pensiero e del linguaggio è trasceso e tutti gli opposti appaiono
come un'unità dinamica.

film in lavorazione

testo tratto da

il TAO di LAO



Laozi
First argument
Translated by A.Z. Foreman
Click to hear me recite the original in William Baxter's reconstruction of Old Chinese
Click to hear me recite it in modern Mandarin pronunciation



A reason that can be reasoned is not the Reason
a name that can be named is not the Name,
the mainspring of the Cosmos has no name
the mother matrix of Nature has a name. 

So:
be without desire 
to behold its inner beginning
and be within desire 
to behold its outer end.
They are one and the same,
emerging the same,
diverging in name.
The same is the riddle
riddled beyond riddles,
outright door to all beginnings.






Ragione ragionata non è Ragione
nome nominabile non è Nome,
origine del Cosmo non ha nome
madre matrice di Natura ha nome.
Quindi:
sii senza desiderio
per tenerne l’intimo inizio
e sii dentro al desiderio
per tenerne il capoesterno.
Sono una e la stessa cosa,
emergono uguali,
divergono nel nome.
La stessa cosa l’enigma
il più enigmatico di tutti,
entrata di tutti gli inizi.



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