Kintsugi
Ionesco aveva capito che il mondo cambia sotto i nostri occhi, ma in un modo che noi non siamo in grado di comprendere.
[…] definì il termine assurdo come “ciò che è privo di scopo: recise le sue radici religiose, metafisiche e trascendentali, l’uomo è perduto, tutte le sue azioni divengono insensate, ridicole, inutili”.
[…] sempre dalla parte dell’individuo pensante che vive un dramma.
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