Georgien 2008

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Anno senza primavera / Edeltraud Eckert, Jahr ohne Frühling






ph: salsel, dilàdelcielo




Ein Brief



Ich weiß nicht viel von mir zu sagen,
Nur dass ich lebe, dass ich bin,
Und alle Wünsche, die mich tragen,
Sind im Verzicht ein Neubeginn.
Als ich euch damals lassen musste,
War ich beinahe noch ein Kind,
Das nichts von all den Tiefen wusste,
Die oft ein buntes Trugbild sind.
Die Menschen, die mich hier umgeben,
Stehn grell geschminkt im kalten Licht,
Das man das Schicksal nennt. Sie leben,
Zumeist mit Masken vorm Gesicht.
So steh ich wartend unter vielen.
Ich lache mit und bin nicht froh.
Ich hör und seh mich selber spielen.
Mein Herz ist weit, ist anderswo.




Una lettera



Non vi so dire molto di me,
solo che vivo, che sono,
e tutti i desideri che mi reggono
sono nell'intenzione un nuovo inizio.
Quando allora dovetti lasciarvi
ero ancora quasi una bimba
che nulla sapeva di tutti i fondi
che spesso sono un colorato inganno.
Gli uomini che qui mi circondano
stanno rozzi truccati in luce fredda
che si chiama destino. Vivono,
perlopiù con maschere sul volto.
Quindi sto in attesa fra molti.
Rido con loro e non sono allegra.
Ascolto e vedo me giocare
Il cuore è lungi, è altrove.





Anno senza primavera






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