Nella vita o si
è ritenuti bonaccioni e capiti alla bell’e meglio, oppure si è presi sul serio
ed evitati.
Interiormente era, con spaventosa
rapidità, ricco e povero, quieto e inquieto; la sua scrittura lasciava intuire
un’aggraziata ottusità; lui aveva sensibilità sia per la costrizione, sia per
lo slancio.
Una volta si ritrovò in un salone diviso in metà da una balaustrata
di quercia scura. Peccato che sul letto non giacesse una bella donna. La stanza
costava quaranta franchi; e più di diciotto franchi al mese per una camera lui
non spendeva mai.
Con rapide occhiate si saziò della vista da ogni finestra,
prese congedo dal locale più elegante che avesse mai conosciuto, se ne andò via
infelice per ridiventare poco dopo abbastanza felice.
Per lui si trattava sempre
di una nuova ricerca della stabilità nella perdita frequente della medesima.
Tutto lo riguardava molto e per niente.
Non essere mai in accordo con sé stesso
era una delle sue peculiarità; non trovava mai il coraggio di credere di poter
essere amato dalla gente, ma pure ogni volta udiva subito il suo cuore
confortarlo su ciò. Non si riteneva né forte né debole, si volgeva ora da una
parte ora dall’altra a seconda delle circostanze.
Erich
*
L'orso
Com’è diverso
l’orso. Bello nel senso più rigoroso non è, anzi piuttosto un po’ comico nei
suoi movimenti impacciati; abile e goffo, non si sa bene come bisogna
prenderlo. Vuole porgerti la zampa, tu involontariamente ti tiri indietro. Non
consideri che con la tua paura potresti ferirlo? Un orso possiede amor proprio.
Stanotte ho sognato di un orso; mi ero tutto arruffato per la sua buffa
immagine. Avevo compassione di lui: allungava il braccio verso una ragazza,
lei, la sensibilità fatta persona, lui, sgraziato, neanche pettinato; di questo
avrebbe dovuto preoccuparsi. «Lasciami in pace» disse lei, lui se ne andò via
dritto come un uomo che capisce una parola, un cenno, andò a letto e si tirò
addosso la coperta.
La rosa
*
Das
Leben ist ein Schulaufenthalt ohne Lehrer.
La vita
è una permanenza a scuola senza il maestro
Jakob
von Gunten
