*
ph salsel
Genova nel mare
Pensiamo di conoscere tutto del mondo, e invece ne sappiamo sempre meno.
Pensavamo che il Ponte Morandi si elevasse sul livello del mare fino ai 90 metri dei
piloni e ai 50 dell’asfalto, pensavamo di conoscere bene quell’altezza, di attraversarla
quasi incuranti. Invece nella nostra conoscenza sempre più approssimativa, e diminuita
insieme a una quantità di altre cose, quel ponte è piombato improvvisamente a zero
metri sul livello del mare. Il 14 agosto del 2018, alle ore 11.36 l’altezza si è abbattuta,
azzerata, e tutta Genova è precipitata nel mare. L’anima di 43 persone è stata tolta di
botto dai loro corpi, mentre l’intero corpo genovese si è preso in pieno petto il
contraccolpo. In mezzo a tuoni, fulmini e pioggia battente, c’è stato un altro schianto. E
un attimo dopo tutto è cambiato. Improvvisamente abbiamo saputo ben poco della
realtà che ci circonda. Enorme cumulo di macerie. Tonnellate. E resti di auto e autotreni.
E teli bianchi sui corpi. Mentre quel che rimaneva, decine di metri sopra le nostre teste,
stava lì, e non sapendone nulla anche noi siamo rimasti lì. Fermi. A quel punto soltanto
furia di allarmi, sirene e centinaia di uomini tutto intorno a scavare con le mani, con i
cani, e poi con le enormi ruspe meccaniche. Sul greto del Polcevera, cemento armato a
pezzi, tondini di ferro, lamiere strappate e sfondate. Tutto quanto a poche centinaia di
metri dal mare, al suo livello. [...]
*
beh sono qua, sul ponteen passant:
https://rebstein.files.wordpress.com/2018/09/aa-vv-poeti-per-genova.pdf
*