Georgien 2008

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Poeti per Genova - un quaderno per ricordare (eccoci anche qui)





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ph salsel








Genova nel mare




Pensiamo di conoscere tutto del mondo, e invece ne sappiamo sempre meno. Pensavamo che il Ponte Morandi si elevasse sul livello del mare fino ai 90 metri dei piloni e ai 50 dell’asfalto, pensavamo di conoscere bene quell’altezza, di attraversarla quasi incuranti. Invece nella nostra conoscenza sempre più approssimativa, e diminuita insieme a una quantità di altre cose, quel ponte è piombato improvvisamente a zero metri sul livello del mare. Il 14 agosto del 2018, alle ore 11.36 l’altezza si è abbattuta, azzerata, e tutta Genova è precipitata nel mare. L’anima di 43 persone è stata tolta di botto dai loro corpi, mentre l’intero corpo genovese si è preso in pieno petto il contraccolpo. In mezzo a tuoni, fulmini e pioggia battente, c’è stato un altro schianto. E un attimo dopo tutto è cambiato. Improvvisamente abbiamo saputo ben poco della realtà che ci circonda. Enorme cumulo di macerie. Tonnellate. E resti di auto e autotreni. E teli bianchi sui corpi. Mentre quel che rimaneva, decine di metri sopra le nostre teste, stava lì, e non sapendone nulla anche noi siamo rimasti lì. Fermi. A quel punto soltanto furia di allarmi, sirene e centinaia di uomini tutto intorno a scavare con le mani, con i cani, e poi con le enormi ruspe meccaniche. Sul greto del Polcevera, cemento armato a pezzi, tondini di ferro, lamiere strappate e sfondate. Tutto quanto a poche centinaia di metri dal mare, al suo livello. [...]


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beh sono qua, sul ponte
en passant:

https://rebstein.files.wordpress.com/2018/09/aa-vv-poeti-per-genova.pdf



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CONVALESCENZA E ALTRE - scelte da Elio Grasso - a cura di Roberto Nespola



un possibile libro da pubblicare post mortem, tanto per essere in buona compagnia, è invece ora in vendita sul sito: https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/poesia/560532/convalescenza-e-altre-2/
oltre che qui per chi vuole solo leggerlo.





https://chiConvalescenza e altre, chiaravaga a c. di Elio Grasso













E sempre grazie di leggere!



(Id est: pdf, pubblico dono fattooo! con un click è vostro.
Dono a chi se lo viene a prendere, nuovo, mica usato.
Sembra Natale ma forse non lo è ancora, solo Digitale:
qui parecchie poesie, per chi vuole chiamarle così.)













ph: grafica Anselma Lovens












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le cose parlano al posto dell’uomo



Elio Grasso, Il cibo dei venti
le Stellefilanti romanzi 
effigiedizioni



Il cibo dei venti è un libro «in cui le cose parlano al posto dell’uomo», come scriveva Biamonti definendo la civiltà letteraria dei golfi mediterranei, tra Montale, Valéry e Camus.

Proprio all’interno di quella tradizione “salina” che la Liguria ha espresso soprattutto attraverso Biamonti, si iscrive il romanzo breve di Elio Grasso, con una narrazione in cui il paesaggio, aspro ed emblematico, è testimone di una sorta di corrosione dell’esistenza. Il cibo dei venti è una storia di famiglia, il ritrovamento di un padre, raccontato per passaggi di luce e sospensioni, attraverso la natura che si trasforma e sgretola coinvolgendo sempre anche i muri e le persone. Una narrazione ruvida e lirica che guida il lettore per poi abbandonarlo di fronte alle intuizioni enigmatiche e sfuggenti che la natura nel suo moto costante e sordo già sopraffa e trasforma.