Georgien 2008

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filosofie viventi, con la nostra mente gracile













L'esperienza più bella che possiamo avere è il mistero.

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La ricerca della verità e della conoscenza è una delle più alte attività umane. È del tutto possibile che oltre la percezione dei nostri sensi si nascondano mondi a noi ignoti; qualcosa di profondamente nascosto deve trovarsi dietro ogni cosa.
La mia religione consiste in un’umile ammirazione per l’illimitato spirito superiore che rivela se stesso nei leggeri dettagli che siamo capaci di percepire con la nostra mente gracile e debole.

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Noi vediamo, sentiamo, parliamo, ma non sappiamo quale energia ci fa vedere, sentire, parlare e pensare. E quel che è peggio, non ce ne importa nulla. Eppure noi siamo quell’energia. Questa è l’apoteosi dell’ignoranza umana.


Albert Einstein, Living Philosophies
















due a confronto: William Shakespeare (1564 – 1616) e Max Planck (1858 – 1947) con una conclusione di Einstein















William fece dire a Macbeth che "la vita è solo un'ombra che cammina, un povero commediante che si pavoneggia e si dimena per un'ora sulla scena e poi cade nell'oblio: la storia raccontata da un idiota, piena di rumore e di foga, che non significa nulla". 
E Max affermò che: la scienza è solo il progressivo accostamento al mondo reale". 

Per William "noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni e la nostra breve vita è cinta di sonno".
E per Max "La scienza non può svelare il mistero fondamentale della natura. E questo perché, in ultima analisi, noi stessi siamo parte dell'enigma che stiamo cercando di risolvere". 

Per William "Tutti i luoghi, che l'occhio del Cielo vede, sono per il saggio porti di salvezza e asili di felicità"..."E l'uomo, invece, nella sua alterigia, sebben vestito d'un potere effimero, e tanto più ignorante della cosa di cui dev'essere tanto più certo, ossia la vitrea sua fragilità, si dà, al cospetto dell'Eccelso Cielo, a somiglianza di rabbiosa scimmia, in lazzi sì grotteschi e stravaganti, da far venire le lacrime agli angeli, che, se fosser provvisti della milza, si muterebbero tutti in mortali, per via che scoppierebbero dal ridere".
E per Max "Tutta la materia ha origine ed esiste solo in virtù di una forza che porta la particella di un atomo a vibrare e mantenere il sistema solare insieme. Dobbiamo supporre che dietro questa forza c'è l'esistenza di una mente cosciente ed intelligente. Questa mente è la matrice di tutta la materia". 

Albert Einstein espresse a proposito di Max Planck una speranza che è facile attribuire anche a William Shakespeare: "Come sarebbe diverso, e come sarebbe meglio per l'umanità se ci fosse più gente come lui. Sembra che in ogni tempo e su ogni continente le personalità più eccelse siano costrette a stare in disparte, incapaci di influenzare gli avvenimenti del mondo."