Emilio Villa, 1914 -
2003
Affori (MI), Italy. He spent most of his life in Rome.
Adolescenza (La Vigna Editrice, 1934), Oramai
(Chart Tiberino Institute, 1947), E ma dopo (Argo, 1950), 17 variazioni su temi
proposti per una pura ideologia fonetica (Origin, 1955), Le mûra di t, éb, é
(Multimedia Gallery, 1981), 12 Sibyllae (Castelvetro Piacentino, 1995)
Ridente
sillaba (con 2 opere grafiche di Agostino Bonalumi, Proposte d'Arte Colophon, Belluno, 1995)
Letania
per Carmelo Bene (Scheiwiller, 1996)
and oth.
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Negli anni cinquanta sperimenta una scrittura matrice del plurilinguismo,
dove si compenetrano il francese, l’inglese, lo spagnolo, il provenzale, il portoghese, il latino e il greco, il dialetto milanese. Cerca
di far interagire le lingue morte con quelle vive.
Ritenuto il precursore della neoavanguardia, del Gruppo 63 e dei Novissimi, ha promosso
i suoi testi per vie semiclandestine (perseguendo direttive avanguardistiche,
contro l’editoria d’accatto, per un'editoria totalmente svincolata dai giochi
di potere) attuando - senza compromessi - una consapevole dispersione dei suoi
testi.
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Dichiarazioni del soldato morto
La guerra è là sull’orlo di finire,
e fui soldato, pigro di patria,
maschio, mite di sentimenti,
mi sono comportato poco, anzi niente,
una minuta recluta da niente, una frasca,
minuta recluta esclusa da pietà, se tu consideri
pietà, odio, e patria non essere in natura:
e fui soldato, pigro di patria,
maschio, mite di sentimenti,
mi sono comportato poco, anzi niente,
una minuta recluta da niente, una frasca,
minuta recluta esclusa da pietà, se tu consideri
pietà, odio, e patria non essere in natura:
però nel luglio
liquido seguivo
col corpo a rondinella
tesa
che rada fosco
laminato di smeraldo
e arancio,
un lunghissimo
esercito di folli leghe
marcianti su un
settore di chilometri scarsi;
ero impiegato
straripante di solitudine
nel giuoco indiavolato
delle furerie,
parapiglia di
alluminio a ogni rancio.
*