Amava assai i suoi amici, egli che aveva affermato che per gli amici tutto è in comune, e che l'amico è un altro se stesso. Viveva con loro quando erano in buona salute; se cadevano ammalati ne curava il corpo, se soffrivano nell'animo li consolava, come abbiamo già detto, alcuni per mezzo di incantesimi, altri per mezzo della musica.
Conosceva, per combattere le malattie, peana in onore di Apollo, alle cui melodie i malati riacquistavano le forze. Ve ne erano altre che arrecavano l'oblio del dolore, calmavano l'ira, eliminavano i desideri disordinati.
[..] affermava che vi sono due tipi di piacere: quello che nella mollezza soddisfa il ventre e il desiderio di piacere sessuale, da lui equiparato alle melodie omicide delle Sirene; e un altro, quello che discende dal bello, dal giusto, e da quanto è necessario al vivere, qualità che sono immediatamente e ugualmente piacevoli e che non suscitano nel tempo pentimento e assomigliano, a suo dire, a una sorta di armonia musicale.
Esortava a porre attenzione a due momenti: a quello che precede il sonno, e quello del levarsi, subito dopo essersi destati.
Vita di Pitagora
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Perciò nel rituale di iniziazione al grado di leone, quando si purificano le mani degli iniziati cospargendole di miele anziché di acqua, li si esorta a conservarle pure da qualsiasi cosa possa arrecare dolore, danno o contaminazione; e come si conviene a un iniziato, avendo il fuoco virtù catartica, si purifica l'iniziato con un liquido adatto al fuoco, e si rifiuta l'acqua in quanto sostanza ostile al fuoco. Con il miele viene purificata anche la lingua da ogni errore e colpa.
L'antro delle ninfe
