http://book.gov.ge/en/author/kharanauli-besik/87
Cosa sta sul foglio
vuoto
Nella terra starci non è
esattamente bello,
anche non sa tanto di
buono l'acqua negli ospedali,
dove parlano i morti
come ancora vivessero,
ma amaramente li
disturba,
non avere più molto da
dire.
Si dovrebbe supporre, ho
ben visto abbastanza,
pure tengo la bocca
ancora sempre aperta
e gli occhi me li
chiusero.
Per quale miele
e quale cielo?
Le mie domande non hanno
fine,
ma tu,
tu che sorgi sul mio
capo
e per volere del quale
tutte le cose esistono,
tu,
che i germogli sugli
alberi
li fai crescere,
devi darmi risposta:
come vedi la tua
creazione,
quando è tanto misera e infelice?
Come il
paralitico della stada del paese guarda
attraverso la latta
della porta del suo cortile?
Pechè segnasti là il suo
confine?
Dove cresce l'erba che proteggi
dal suo calpestìo,
la polvere che preservi
dal suo passo?
Come guardi questo corvo
di malaugurio,
e come
acceleri le ginocchia
abusate
della madre,
che segue la bara di suo
figlio?
*
Filologo e poeta a
Tbilisi, (tradotto in parte anche in it.),
[...]characterized
by Pshavian dialect and folk verse were considered as a novelty in the poetic
scene of 20th century. Besik Kharanauli is portrayed as an innovator by nature,
brisk, wise and eternally youthful, who managed to survive the Soviet pressure
and contribute to post soviet Georgian Era [...]
[...]caratterizzata
dalla lingua originaria e versi folk, considerata una novità sulla scena
poetica del XX° secolo. Kharanauli Besik
è ritratto come innovatore per natura, frizzante, saggio ed eternamente
giovane, che riuscì a sopravvivere la pressione sovietica e contribuì all' Era
Georgiana postsovietica. [...]
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