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Monaco (mònos): chi cerca unificazione delle facoltà personali, superando il dia-bolico duale. corpo, mente e spirito sono come una trinità.
Singolarità dell’uomo: salvata nell’impossibilità di definirla.
Il medico di oggi l’ha persa, siamo oggetto e nuda-vita, numero, pura e mera vita biologica. (v. il calcolo rimborsi sulle morti basate dalle assicurazioni sulla mancata produttività nel mercato, sulla prospettiva di numeri mancati di anni da vivere, e statistici).
Capacità di essere in preghiera (esicasmo e al.): stare nel presente; ma in società del rischio, dove opinioni svariate, futuro è catastrofe ecc.
Esperienza di Dio, non solo indicibile, indefinibile, impensabile. Ma si pratica, attraverso gesti liturgia e altre modalità. Allora era scontato, oggi no. Uno dei farmaci per unificazione e per la salute nell’oggi.
Specie negli ortodossi ma vedi anche S. Paolo: lasciare che in noi si preghi, che lo spirito “ci” preghi. Pratica più alta è l’attenzione. Preparare cassa di risonanza (non è chiedere alcunché).
Cuore è la visione unitaria, a cui deve tornare la parte nous-razionale, in preghiera.
Qui e ora la divinazione dell’uomo.
Dio non è possibile metterselo davanti come oggetto, (persino un pericolo vederlo nell’ostia), perché: è in ogni luogo.
Una pienezza che non esaurisce il desiderio. qui e ora quanto nell’ eterno.
Per un corpo nuovo si lascia il vecchio a terra. Anche se per ora tutto il creato “era buono” quindi corpo non meno di anima, che non è immortale neanch’essa. Ma cuore invece sì?
Risp.A.Ponso:
intendevo che l'anima, nella tradizione cristiana, non è immortale nel senso platonico, cioè non è da sempre creata prima dei corpi come "essenza" ecc. non c'è anima senza corpo e non c'è corpo senza anima, sono una cosa sola al momento della creazione, durante la vita terrestre e dopo.
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