Georgien 2008

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abbinamenti 8-9 cento e agganci arbitrari (autori sempre in fondo) / dicesi associazionelibera



ph: Chian Tsun Siung, Taiwan






Leicht muß man sein:
mit leichtem Herz und leichten Händen,
halten und nehmen, halten und lassen …

Lievi si deve essere:
con lieve cuore e lievi mani,
tenére e prendere, tenére e lasciare…


tr. chad





La conoscenza non è mai sovrana: per essere sovrana dovrebbe prodursi nell’istante. Ma l’istante resta al di fuori, al di qua o al di là di ogni sapere. 
[…] 
Tuttavia noi abbiamo anche coscienza dell’istante. Ma la coscienza è nello stesso tempo fuga dall’istante, nella misura in cui si vuole chiara e distinta, non vaga conoscenza di sé ma sapere di un oggetto: infatti il sapere di un oggetto vuole afferrare questo oggetto incatenato nella durata, al di là dell’attimo presente. 
La coscienza dell’istante non è veramente tale, non è sovrana se non nel non-sapere. Solo annullando, o per lo meno neutralizzando, in noi stessi ogni operazione di conoscenza ci situiamo nell’istante, senza fuggirlo. Ciò è possibile sotto lo choc di emozioni forti che spezzano, interrompono o respingono sullo sfondo lo svolgimento continuo del pensiero.
 […] 
Questi moti, come i moti profondamente ritmati della poesia, della musica, dell’amore, della danza, hanno il potere di prendere e riprendere l’istante che conta, l’istante della rottura, dell’incrinatura. 
[…] 
L’istante miracoloso in cui l’attesa si risolve in NIENTE, distaccandoci dal suolo su cui strisciavamo, incatenati all’attività utile.




La sovranità
traduz. L.Gabellone

Hugo von Hofmannsthal (1874-1929)

Die Frau ohne Schatten 


Der Kaiser war bei der Kaiserin, die des Sommers wegen ihr Gemach auf der obersten Terrasse des blauen Palastes bewohnte. Die Amme verharrte ihrer Gewohnheit nach wachend auf der Terrasse und überdachte zornig das Geschick, das ihre Herrin, eine Fee und eifersüchtig behütete Tochter des mächtigen Geisterfürsten, als Gattin in die Hände eines sterblichen Mannes gegeben hatte, mochte er gleich der Kaiser der Südöstlichen Inseln sein. In ihrer Einbildung verweilte sie, wie so oft, mit dem ihr anvertrauten Feenkinde noch auf der einsamen kleinen Insel, umflossen von dem ebenholzschwarzen Wasser des Bergsees, den die sieben Mondberge einschlossen, wo sie stille abgeschiedene Jahre verbracht hatten.
La donna senza ombre 


L'imperatore si trovava accanto all'imperatrice, che d'estate abitava le stanze del palazzo azzurro affacciate sulla terrazza più alta. La nutrice, per sua abitudine, restava a vegliare sulla terrazza e rifletteva stizzita sulla sorte che aveva dato in sposa la sua signora, una fata e figlia gelosamente custodita del potente principe degli spiriti, nelle mani di un mortale, si trattasse pure dell'imperatore delle isole Sudorientali. Nella sua fantasia immaginava spesso di trovarsi ancora con la bambina fata affidatale sulla piccola isola solitaria circondata dalle acque nere come l'ebano del lago alpino chiuso tra i sette Monti della Luna, dove avevano trascorso silenziosi anni appartati.