Georgien 2008

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Hafiz, le quartine (sette traduzioni mie)









11.
(mepovero!)

prima, fedele, versa vino
lei, poi mi molla crudele.
acqua negli occhi, fuoco nel cuore:
polvere della via, libero, al vento.

14.
(all' osteria dell'Amore)

il bocciolo si apre: diviene svuotacaraffa
il fiore per la voglia di vino, forgiacalice.
chi, una vuotabolla, cuore libero,
ardito, ubriaco solo stando sulla soglia.

26.

la luna non ha pari per bellezza,
quando leva la veste, il nero neo
in seno per delicatezza vedi
il cuore come un granito nell'acqua!

27.

zafiro alleva la rosa in giardino
come ancella prepara l'ornamento.
fra l'ombra e il sole il tempo della vita,
chiedi viso di sole e ombra di rosa.

28.

lascia il labbro sull'orlo della coppa
prendi là quel che si brama del mondo;
nella coppa l'amaro è insieme al dolce:
dolce labbro amato, amaro l'orlo.

29.

in brama di baci e abbracci son morto
in nostalgia del tuo labbro son morto
in breve non tiriamola in lungo:
torna! torna, nell'attesa son morto.

30.

vita sprecata sulle tracce dei segni
che vantaggio ho dalla ruota celeste?
chiunque dissi diventato amico
diventò nemico. Oh che destino!



@chad



A.Z. Foreman, articolo momentaneamente scomparso

 

Voiceless disconsonants: do words need to be speakable?

 

The reasons why one bothers learning how a language was once pronounced, beyond sheer curiosity and scholarly interest, are often linguistic and occasionally literary. The notion of hearing a text performed in its "original language" or, for historical accents, "original pronunciation" exercises a fascination for many, including myself. It is, however, indicative of a broad assumption about the nature of language, poetry and human communication that at least should not go uninterrogated.
John F. Nims in his *Sappho to Valery, *wherein a large number of poetry-translations from 9 lan...

Disconsonanti afoniche: le parole devono essere pronunciabili?

Le ragioni per le quali ci si dà la noia di imparare come un linguaggio venive un tempo pronunciato, aldilà di mera curiosità e interesse scolare, spesso sono linguistiche e occasionalmente letterarie. La nozione di ascoltare un testo performato in lingua originale o, per storici accenti, pronuncia originale, esercita un fascino su molti, fra i quali me. Tuttavia è indicativo di larga accezione riguardo alla natura del linguaggio, la poesia e la comunicazione umana, cosa che alla fine non dovrebbe restare non interrogata.
John F. Nims nel suo Sappho to Valery, dove un grande numero di traduzioni da 9 lin…

o Roma o morte

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Alla vigilia del nuovo ciclo 2013-2014 ecco le riflessioni di Fiorenza Mormile, coordinatrice dell'iniziativa.

Chan Sin Wai, Forma e spirito nella traduzione di poesia


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Per molti teorici della traduzione, la traduzione è sia una scienza che un’arte.
Come arte ha i suoi valori estetici. Come scienza ha i suoi principi scientifici.
Nella storia della traduzione in Cina, la traduzione è stata vista più o meno come una branca dell’arte che deriva una grande quantità di concetti dalla pittura, e un esempio di questo sono le idee di forma e spirito.