Georgien 2008

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TdT, fra mito e modernità

Den Menschen war etwas entfallen, sie hatten etwas vergessen ... irgend so etwas schwante der Stadt, ihr Gedächtnis indessen stellte sich stur, es öffnete keine Tür und ließ die Menschen draußen stehen wie die zornige Ehefrau zur Strafe den weinselig heimkehrenden Ehemann. Da steht der Ärmste vor seinem Haus und weiß nicht, was er verbrochen hat. Wenn die Tür wenigstens einen Spaltbreit aufginge, so viel, um den Geruch des Hauses wahrzunehmen, dann würde er alles wiedererkennen, die gewohnte Umgebung umstriche ihn wie ein treuer Hund, leckte ihm Hände und Gesicht.


Agli uomini qualcosa era sfuggito, qualcosa avevano dimenticato ... qualcosa di simile balugginava alla città, la sua memoria invece si contrapponeva, non apriva porte e lasciò fuori le persone come una moglie furibonda per punizione del marito che torna a casa beato del vino. Ecco il misero davanti a casa e non sa  quale crimine abbia commesso. Se almeno la porta lasciasse uno spiraglio, tanto da percepire l'odore di casa, potrebbe dinuovo riconoscere tutto, l'ambiente abituale lo sfiorerebbe come un cane fedele, leccherebbe le sue mani e il suo volto.

Otar Tschiladse: "Der Garten der Dariatschangi", Roman, aus dem Georgischen und mit einem Nachwort von Kristiane Lichtenfeld, Matthes&Seitz, Berlin 2015, 663 Seiten.

Otar Tschiladse: Il giardino di Dariatschangi, romanzo, tradotto dal georgiano in tedesco da Kristiane Lichtenfeld, Matthes&Seitz, Berlin 2015, 663 pagine.