Georgien 2008

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Incanto sottile, patina sottile del tempo, povertà ricercata



Cha no yu (茶の湯, "acqua calda per il tè"), conosciuto in Occidente anche come Cerimonia del tè, è un rito sociale e spirituale praticato in Giappone, indicato anche come Chadō o Sadō, (茶道, Via del tè). 
Se lo yūgen era l'incanto sottile, collegato al mistero e alla eleganza, impossibile da trasmettere con le parole, caro agli autori del Nō (soprattutto Zeami, 世阿弥 1363-1443) e il sabi la patina sottile del tempo che rende gli oggetti affascinanti e ispiratori di tranquillità e armonia, il wabi di Sen no Rikyū aggiunse qualcosa di eversivo: la povertà ricercata, il rifiuto assoluto dell'ostentazione. 
Sen no Rikyū amava lo stile semplice, cioè vedeva la stanza del tè come dimora della creatività priva di attaccamenti quindi una dimora del vuoto. Spogliata da ogni possibile orpello, con pareti grezze e praticamente priva di alcun contenuto che non fosse il vissuto libero dagli attaccamenti della vita mondana. 
Fin dall'inizio della sua istituzione, nella stanza della Cerimonia del tè tutti dovevano entrare disarmati e tutti erano uguali, tutti si dovevano inginocchiare... È chiaro quale fosse il potere destabilizzante di questa pratica e così Sen no Rikyū fu costretto al seppuku in quanto un potere che viveva, come sempre, di ostentazione e di forme vane, si sentiva minacciato dalla forza silenziosa del maestro. [...]