Georgien 2008

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H mio H, H mio: Johann Christian Friedrich Hölderlin




 


Vanini




Gottverächter schalten sie dich? mit Fluch
Beschwerten sie dein Herz dir und banden dich
Und übergaben dich den Flammen,
Heiliger Mann! o warum nicht kamst du 


Himmel her in Flammen zurück, das Haupt
Der Lästerer zu treffen und riefst dem Sturm;
Daß er die Asche der Barbaren
Fort aus der Erd, aus der Heimat werfe!


Doch die du lebend liebtest, die dich empfing,
Den Sterbenden, die heilge Natur vergißt
Der Menschen Tun und deine Feinde
Kehrten, wie du, in den alten Frieden.




Vanini





Chi Dio disprezza ti esclude? bestemmia

protesta fa pesi al cuore e ti lega,

a fiamme ti hanno ceduto e lasciato,

santo uomo! perché tu non venisti


dal cielo in fiamme di ritorno, al capo

di chi disturbò non chiamasti lampi:

la cenere dei barbari via di qui

dalla terra, dalla patria gettassi!


ma chi tu in vita amasti e ti accolse,

morente, la santa Natura scorda

l’agire degli uomini e i tuoi nemici

volsero come te in antica pace.




versione Chiara Adezati


*




Vanini



Di empietà ti tacciarono! con anatemi
Gravarono il tuo cuore, e ti legarono
Consegnandoti alle fiamme,
Santo uomo! perché, perché


Dal cielo non tornasti in fiamme, per colpire
Il capo dei blasfemi invocando la tempesta;
Perché scacciasse la cenere dei barbari
Via dalla terra, dal paese natale!


Ma colei che tu vivendo amasti, che ti accolse
Morente, la natura sacra dimentica
L’opera degli uomini e i tuoi nemici
Tornarono, con te, nella pace antica.




traduz. Luigi Reitani

*