ph acquerello Joseph Mallord William Turner
Come riluce il femmineo argento
che ha lottato con l’ossido e le scorie,
e un lavorío silenzioso inargenta
ferro di aratro e voce di cantore.
che ha lottato con l’ossido e le scorie,
e un lavorío silenzioso inargenta
ferro di aratro e voce di cantore.
Metro: pentapodia giambica; quartina a rime alterne aBaB.
v. 2: «scorie»; lett.: ‘impurità’, ‘inclusioni’. Ho voluto immaginare che si tratti delle sostanze estranee rimaste dopo la fusione del metallo.
v. 4: anche qui, come “di regola” in Mandel´štam, l’«aratro» è metafora della poesia; il poeta è chiamato e votato a un’umile, dura, «silenziosa» fatica; cfr. anche la bella immagine del “poeta-aratore” nella lirica
«Esli b menja naši vragi vzjali»
«Se dai nostri nemici io fossi preso»
«...Ja zaprjagu desjat´ volov v golos
povedu ruku vo t’me plugom...»
«...aggiogherò alla voce dieci buoi, e la mano
guiderò a mo’ di aratro nelle tenebre...»
Traduzione e note Remo Faccani
*
Как женственное серебро горит,
Что с окисью и примесью боролось,
И тихая работа серебрит
Железный плуг и песнотворца голос.
Что с окисью и примесью боролось,
И тихая работа серебрит
Железный плуг и песнотворца голос.
*
Tetra, umida e colma d’echi è l’aria;
dolce è il bosco e non pauroso. La croce
leggera di passeggiate solitarie
in spalla porterò di nuovo, docile.
E verso la patria indifferente s’alza
di nuovo – anitra selvatica – un rimbrotto:
ad un vivere oscuro prendo parte
e del mio star qui solo non ho colpa.
Rintrona uno sparo. Sopra il lago
sonnolento è greve adesso il volo
delle anatre,e si specchiano nell’acqua
pini che il doppio essere frastorna.
Cielo opaco dallo strano riverbero –
nebbioso dolore universale –
oh, lascia che rimanga anch’io nebbioso
e lascia che per te non provi amore.
*
