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Gli studiosi di Joseph Conrad rilevano un grande apporto alla lingua e una grande influenza nel romanzo.
La lingua non era la sua madrelingua ma una seconda lingua, in cui aveva studiato navigazione e praticato navigando, prima di stabilirsi in Inghilterra.
Nella sua concezione del romanzo, che era la forma d’arte letteraria di allora per quanto riguarda l’Europa, la più importante novità da lui introdotta è che ‘il’ personaggio principale, quello che potrebbe parere tale a una prima lettura, non è l’unico al centro del romanzo, non è meno al centro di un ‘altro’ personaggio del romanzo, che ne narra la vicenda. E però questo secondo a sua volta è narrato dall’autore; autore che narra in terza persona ma lo fa altresì altrettanto intervenire in prima persona per ampi tratti di narrazione. Consegue da questa tecnica che il personaggio viene caratterizzato come se si sdoppiasse e fossero due personaggi diversi, per essere visti da due diverse distanze.
Tutt’e due inoltre presentano riconoscibili caratteristiche autobiografiche dell’autore ma in due modi decisamente distinti. A tratti la distanza è maggiore, quando ne parla in terza persona, a tratti si raccorcia quando chi scrive lascia che si derivi, leggendo, l’impressione di aver a che fare con ‘il personaggio che dice io’ (espressione trovata proprio per Conrad in un saggio su di lui di E. Said).
Nel primo caso questo secondo personaggio parla a un pubblico che è raffigurato parzialmente e nel secondo si rivolge più direttamente a noi lettori. In questo modo l’ottica viene spostata. Il personaggio numero uno, in particolare, ma anche tutto il resto, viene presentato sotto altra luce. In virtù di tale riflessione e gioco di specchi, l’effetto è anche quello di una scatola cinese dove il personaggio principale è il più interno, contenuto nel secondario che è contenuto a sua volta e poi visto da noi. Ma il gioco può moltiplicarsi oltre. Se includiamo anche l’autore che legge sé stesso, si amplifica ulteriormente.
Caliamoci in uno dei romanzi e scegliamo Lord Jim, anche perché esso appassiona molti e divide ancora la critica, molte controversie rimangono aperte. È il primo dei racconti più lunghi di Conrad, si presenta con più impeto rispetto ai testi scritti in età più avanzata e la tecnica è più scoperta, quindi a noi più facilmente individuabile.
Il titolo definisce già il primo personaggio, d’altronde egli nei primi capitoli non compare affatto: si parla prima di Marlow, ed è Marlow che aggirandolo a lungo ci introduce Jim, ci confessa più volte come sia un problema per lui vedere chiaro in Jim. Rimandata anche la descrizione delle forme esterne di Jim, o perché c’è buio o perché la situazione è troppo tesa per far caso ad esse. In tutta la prima parte del libro, fino al cap. 21 dove ha luogo un cambio di scena più netto, si insiste su questo tema; fino alla fine è il nocciolo, sviscerato in tutti i modi possibili, e che tuttavia resta forse parzialmente insoluto come è bene che resti il giudizio ultimo di un uomo da parte di un altro.
Marlow, secondo personaggio, è paterno e si scopre tale via via, nei confronti di Jim, anche per la differenza di età; e se all’inizio capita che se ne interessi solo in quanto ‘è uno di noi’, del mestiere di navigante, man mano che nasce un sentimento, che Marlow si accorge di esso, che cerca in qualche modo di farsene una ragione, l’interesse per Jim cresce, la storia progredisce.
Quest’essere ‘uno di noi’ , oltre che un dato di fatto è la prima impressione che ha Marlow del ragazzo, una prima sensazione che egli vorrebbe spiegare a sé stesso. Lentamente, e allo scopo di sviscerare un suo dubbio, ci racconta più cose sulla vicenda. Potremmo dire che più che essere il personaggio principale, Jim fin dall’inizio è colto nell’atto di diventarlo.
Il romanzo ha questa precisa ragion d’essere, questo stimolo costante alla compresione di cui la coscienza non può fare a meno; l’autore ha costantemente questa molla per scrivere e questo obiettivo. Se si era già dato il caso di libro nel libro, narrazione incorniciata in un’altra, che anzi è tradizione di grandi classici, la novità in Conrad è un’analisi psicologica di un singolo vista al variare delle distanze che si tengono da esso.
Uno studio della soggettività che non pretende nemmeno di oggettivarsi, anzi vuol tener conto dell’individuo e di come le sue scelte di relazione ne condizionino le opinioni.
La trama e l’azione riguardano quasi solo Jim. Un fatto drammatico che appartiene al passato, e che quindi per giunta è irrevocabile, forse irreparabile come lo è per il Codice della Marina. Un solo fatto che costituisce da una parte l’occasione della conoscenza fra Marlow e Jim, dall’altra l’occasione del romanzo.
Indubbiamente il fatto è di grande importanza, determinante: ma viene preso così alla larga, arricchito sempre di più senza però svelarne interamente la natura, che solo dopo parecchi capitoli ne verremo a conoscenza in modo un po’ più esaustivo.
Allora appuriamo una caratteristica della scrittura di Conrad, caratteristica tecnica ma non solo: la narrazione si dilunga. La lentezza non è data dal ritmo dello svolgersi dei fatti; qui le cose accadono. Diciamo pure che non c’è pudore nel tornare immediatamente su una cosa appena detta, invece; come uno che sa di non ripetersi, bensì di aver bisogno per capire e per farsi capire, di estrema accuratezza, quindi di controllare puntigliosamente ogni assunto. Di qui la ricerca del maggior numero di punti di vista, la ricerca del formulare minuzioso, dettagliare programmatico. Come, e infatti questo è il caso, un capitano di veliero. Tale è Marlow e tale fu l’autore. Nulla si può dare per scontato. Il mare come la vita sono assolutamente irti d’imprevisti. E ogni caso è un caso a sé. Motivo per cui l’opera di Conrad è letteratura ‘colta’, esatto contrario per intenderci, di quella che scolpisce persone e cose con una fissità che potremmo dire legnosa. Qui ci sono dubbi e rimangono aperti, qui tutto è fluido e variabile come in navigazione.
Sia come motivazione a scrivere, sia come prodotto finale della scrittura, il voler raggiungere una pienezza di comprensione fa sì che sentiamo vivissima la spinta morale. In Conrad tutto è sottomesso a una scala di valori morali. Eppure la mano non è pesante, non calca sull’insegnamento, non pesa l’intento didascalico. Quindi è un perfetto insegnante. Colui che sa dissimulare di esserlo. Sentiamo che si fa ogni scrupolo a giudicare e che scrive soprattutto per sé stesso, per approfondire prima che per il semplice gusto di farlo. Il filo conduttore è il fine di mettere alla prova i valori dalla scala gerarchica di partenza, verificarne la tenuta, aggiornarne l’ordine in base all’esperienza, rivedere costantemente i risultati, mettere a punto, cambiare un piccolo particolare nella propria coscienza per non fossilizzare la visione. Mantenere in moto gli scambi fra conscio e inconscio, evitare l’intasamento, per una morale che non perda efficacia.
Il procedimento delle diverse angolazioni nell’affrontare le cose convince Conrad a offrirci un valore imperdibile, quello dell’arte della conversazione. Il piacere dell’intrattenimento, principio stesso della narrazione, per i momenti della vita che ne offrano l’occasione, come la vita marinara, ma anche gli inverni contadini, in epoca precedente a questa della televisione, almeno. Valore non secondario, oggi forse trascurato, che ha dato così buoni frutti da farci pensare che valga la pena continuare ad apprenderlo e praticarlo.




J. Conrad, vari inizi
1.The
shadow-line: a confession (titolo
originale, del 1917)
2.Lord Jim: a tale
...
The shadow-line: a confession
Only
the young have such moments. I don't mean the very young. No. The very young
have, properly speaking, no moments. It is the privilege of early youth to
live in advance of its days in all the beautiful continuity of hope which
knows no pauses and no introspection.
One
closes behind one the little gate of mere boyishness--and enters an enchanted
garden. Its very shades glow with promise. Every turn of the path has its
seduction. And it isn't because it is an undiscovered country. One knows well
enough that all mankind had streamed that way. It is the charm of universal
experience from which one expects an uncommon or personal sensation--a bit of
one's own.
One
goes on recognizing the landmarks of the predecessors, excited, amused,
taking the hard luck and the good luck together--the kicks and the
half-pence, as the saying is--the picturesque common lot that holds so many
possibilities for the deserving or perhaps for the lucky. Yes.
One
goes on. And the time, too, goes on--till one perceives ahead a shadow-line
warning one that the region of early youth, too, must be left behind.
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Solo i giovani hanno di questi
momenti. Non intendo i giovanissimi. No. I giovanissimi, propriamente
parlando, non hanno momenti. E’ privilegio della prima gioventù vivere
proiettati in avanti rispetto ai propri giorni, in tutta la bella continuità
di speranze che non conosce pause né introspezione.
Uno chiude dietro di sé il cancello
della semplice infanzia- e entra in un giardino incantato. Persino le ombre
splendono di promesse. Ogni svolta del sentiero ha il suo fascino. E non
perché sia un paese inesplorato. Si sa bene che l’intera umanità lo ha
percorso in folla. E’ l’attrattiva dell’esperienza universale da cui ci si
aspetta una non comune o personale sensazione – un qualcosa del proprio sé.
Si procede riconoscendo i traguardi
dei predecessori, eccitati, divertiti, prendendo insieme la cattiva e la
buona fortuna – i colpi e la monetina, come si dice – il pittoresco cumulo
che ha tante possibilità per i meritevoli o forse i fortunati. Sì. Si
procede. E anche il tempo procede – finchè si percepisce davanti a sé una
linea d’ombra che ci avvisa che la regione della prima gioventù dev’essere
anch’essa lasciata indietro.
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Lord Jim: a tale
He was an inch, perhaps two, under six feet,
powerfully built, and he advanced straight at you with a slight stoop of the
shoulders, head forward, and a fixed from-under stare which made you think of
a charging bull. His voice was deep, loud, and his manner displayed a kind of
dogged self-assertion which had nothing aggressive in it. It seemed a
necessity, and it was directed apparently as much at himself as at anybody
else. He was spotlessly neat, apparelled in immaculate white from shoes to
hat, and in the various Eastern ports where he got his living as
ship-chandler's water-clerk he was very popular.
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Era alto
poco meno di un metro e ottanta, di corporatura possente, e avanzava diritto
verso di voi con le spalle leggermente curve, la testa in avanti , e uno
sguardo fisso di sotto in su che vi faceva pensare a quello di un toro che
carica. La voce profonda e forte, e le sue
maniere palesavano, una sorta di ostinata asserzione del proprio io,
senza avere niente di aggressivo. Sembrava una necessità, ed era diretta
apparentemente tanto a se stesso quanto a chiunque altro. Era lindo senza
macchia: sempre in bianco immacolato dal cappello alle scarpe, e nei vari
porti d'Oriente in cui si guadagnava da vivere come procacciatore d'affari
per conto di ditte di forniture navali, era molto popolare.
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The duel
Napoleon I,
whose career had the quality of a duel against the whole of Europe, disliked
duelling between the officers of his army. The great military emperor was not
a swashbuckler, and had little respect for tradition.
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lI duello
Napoleone I, la cui carriera ebbe il
carattere di un duello contro l'Europa intera, disapprovava il duello fra gli
ufficiali del suo esercito. Il grande imperatore militare non era uno
smargiasso, e aveva poco rispetto per
la tradizione.
(Traduzione: Leonardo Gandi)
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Typhoon
Captain
MacWhirr, of the steamer Nan-Shan, had a physiognomy that, in the order of
material appearances, was the exact counterpart of his mind: it presented no
marked characteristics of firmness or stupidity; it had no pronounced characteristics
whatever; it was simply ordinary, irresponsive, and unruffled.
The only thing his aspect might have been said to suggest, at times, was
bashfulness; because he would sit, in business offices ashore, sunburnt and
smiling faintly, with downcast eyes. When he raised them, they were perceived
to be direct in their glance and of blue colour.
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Tifone
Il capitano MacWhirr del vapore Nan-Shan,
aveva una fisionomia che, nell’ordine delle apparenze materiali, era l’esatta
controparte del suo animo: non presentava alcuna marcata caratteristica di
fermezza o stupidità; non aveva
alcuna caratteristica pronunciata quale che fosse; era semplicemente comune,
insensibile e imperturbabile.
L’unica cosa che si sarebbe potuto dire il suo aspetto suggerisse, a volte,
era la timidezza; perché sedeva, negli uffici a terra, abbronzato dal sole e
sorridendo debolmente, con gli occhi bassi. Quando li alzava, si percepiva
che erano diretti, nel loro sguardo, e di colore azzurro.
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Heart of
darkness
The Nellie, a
cruising yawl, swung to her anchor without a flutter of the sails, and was at
rest. The flood had made, the wind was nearly calm, and being bound down the
river, the only thing for it was to come to and wait for the turn of the
tide.
The sea-reach of the Thames stretched before us like the beginning of an
interminable waterway. In the offing the sea and the sky were welded together
without a joint, and in the luminous space the tanned sails of the barges
drifting up with the tide seemed to stand still in red clusters of canvas
sharply peaked, with gleams of varnished sprits. A haze rested on the low
shores that ran out to sea in vanishing flatness. The air was dark above
Gravesend, and farther back still seemed condensed into a mournful gloom,
brooding motionless over the biggest, and the greatest, town on earth.
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Cuore di tenebra
La Nellie, un'imbarcazione da crociera, girò
sull'ancora senza un battito delle vele, e si fermò. La marea s'era alzata,
il vento quasi calmo e, dovendo scendere il fiume, non rimaneva che stare
alla fonda e attendere il riflusso.
Il tratto di foce del Tamigi si estendeva davanti a noi come l'inizio di un
interminabile corso d'acqua. Al largo, cielo e mare si saldavano senza una
giuntura, e nello spazio luminoso le vele brunite delle chiatte che
risalivano con la marea, sembravano stare ferme in rossi accumuli di tela dalle punte aguzze e luccichio di
pennoni verniciati. Una bruma si era fermata sulle basse sponde che correvano
via verso il mare e svanivano piatte. L’aria era scura su Gravesend e più
indietro sembrava addensarsi in un'oscurità funerea che persisteva
immobile sulla più vasta e più grande
città della terra.
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Nostromo
In the time of Spanish rule, and for many years afterwards, the town of
Sulaco -- the luxuriant beauty of the orange gardens bears witness to its
antiquity -- had never been commercially anything more important than a
coasting port with a fairly large local trade in ox-hides and indigo. The
clumsy deep-sea galleons of the conquerors that, needing a brisk gale to move
at all, would lie becalmed, where your modern ship built on clipper lines
forges ahead by the mere flapping of her sails, had been barred out of Sulaco
by the prevailing calms of its vast gulf.
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Nostromo
All'epoca della dominazione spagnola, e per molti anni dopo, la città di
Sulaco - della cui antichità testimonia la lussureggiante bellezza degli
aranceti - non ebbe mai più importanza commerciale d'un porto di cabotaggio, con un discreto
traffico locale di pelli bovine e indaco. I goffi galeoni d’altomare dei
conquistatori che, avendo bisogno d'un vento vivace già solo per muoversi,
sarebbero rimasti tranquilli dove la vostra nave moderna, costruita sulla
linea dei clipper, salpa via al semplice sventolìo delle vele, si erano visti
vietata Sulaco dalle calme prevalenti nel suo vasto golfo.
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The secret
agent
Mr Verloc,
going out in the morning, left his shop nominally in charge of his
brother-in-law. It could be done, because there was very little business at
any time, and practically none at all before the evening. Mr Verloc cared but
little about his ostensible business. And, moreover, his wife was in charge
of his brother-in-law.
The shop was small, and so was the house. It was one of those grimy brick
houses which existed in large quantities before the era of reconstruction
dawned upon London. The shop was a square box of a place, with the front
glazed in small panes. In the daytime the door remained closed; in the
evening it stood discreetly but suspiciously ajar.
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L'agente segreto
Il signor Verloc uscendo al mattino, lasciò
il suo negozio nominalmente affidato al cognato. Si poteva fare, perché c'era
un'attività molto scarsa a qualsiasi ora, e praticamente del tutto nulla
prima di sera. Il signor Verloc si curava molto poco della sua attività
ufficiale. Inoltre, a sua moglie era affidato il cognato.
Il negozio era piccolo, così come la casa. Era una di quelle sudicie case di
mattoni che esistevano in grandi quantità prima che l'epoca della
ricostruzione albeggiasse su Londra. Il negozio era una scatola quadrata in
un appartamento, con l'entrata di piccoli pannelli smaltati. Durante il
giorno la porta rimaneva chiusa; la sera restava socchiusa in modo discreto ma sospettoso.
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