Georgien 2008

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mi meravigliai del mio stato mentale





ph Minnehaha1874

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E per prima cosa mi meravigliai del mio stato mentale. Perché non ero sorpreso di più? Perché? Eccomi qua, investito di un comando in un batter d'occhio, non nel solito corso delle vicende umane ma quasi per incanto. Avrei dovuto essere stordito dallo stupore. Ma non lo ero. Assomigliavo ai personaggi delle fiabe. Non c'è mai niente che li stupisca. Quando una zucca si trasforma in una carrozza di gala tutta addobbata per portarla al ballo, Cenerentola non batte ciglio. Vi entra tranquilla per andare incontro al suo fortunato destino.
Il capitano Ellis (una specie di fata piuttosto rude) aveva tirato fuori un comando dal cassetto quasi altrettanto inaspettatamente che in una fiaba. Ma un comando è un'idea astratta, e sembrava una specie di «prodigio minore» finché non mi balenò l'idea che implicava l'esistenza concreta di una nave.
Una nave! La mia nave! Era mia, una cosa da possedere e di cui aver cura, più mia di qualsiasi altra cosa al mondo, un oggetto di responsabilità e dedizione. Era là che mi aspettava sotto un incantesimo, incapace di muoversi, di vivere, di andare nel mondo (finché non arrivavo io), come una principessa stregata. Il suo richiamo mi era arrivato come se venisse dalle nuvole. Non avevo mai sospettato la sua esistenza. Non sapevo com'era, avevo a malapena udito il suo nome, eppure per una certa parte del nostro futuro eravamo indissolubilmente legati, per nuotare o affondare insieme! 

La linea d’ombra

mi meravigliai del mio stato mentale


E per prima cosa mi meravigliai del mio stato mentale. Perché non ero sorpreso di più? Perché? Eccomi qua, investito di un comando in un batter d'occhio, non nel solito corso delle vicende umane ma quasi per incanto. Avrei dovuto essere stordito dallo stupore. Ma non lo ero. Assomigliavo ai personaggi delle fiabe. Non c'è mai niente che li stupisca. Quando una zucca si trasforma in una carrozza di gala tutta addobbata per portarla al ballo, Cenerentola non batte ciglio. Vi entra tranquilla per andare incontro al suo fortunato destino.
Il capitano Ellis (una specie di fata piuttosto rude) aveva tirato fuori un comando dal cassetto quasi altrettanto inaspettatamente che in una fiaba. Ma un comando è un'idea astratta, e sembrava una specie di «prodigio minore» finché non mi balenò l'idea che implicava l'esistenza concreta di una nave.
Una nave! La mia nave! Era mia, una cosa da possedere e di cui aver cura, più mia di qualsiasi altra cosa al mondo, un oggetto di responsabilità e dedizione. Era là che mi aspettava sotto un incantesimo, incapace di muoversi, di vivere, di andare nel mondo (finché non arrivavo io), come una principessa stregata. Il suo richiamo mi era arrivato come se venisse dalle nuvole. Non avevo mai sospettato la sua esistenza. Non sapevo com'era, avevo a malapena udito il suo nome, eppure per una certa parte del nostro futuro eravamo indissolubilmente legati, per nuotare o affondare insieme! 


La linea d’ombra

novità da Joseph Conrad, un classico. (Vari inizi qui in fondo)



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Gli studiosi di Joseph  Conrad rilevano un grande apporto alla lingua e una grande influenza nel romanzo.
La lingua non era la sua madrelingua ma una seconda lingua, in cui aveva studiato navigazione e praticato navigando, prima di stabilirsi in Inghilterra.
Nella sua concezione del romanzo, che era la forma d’arte letteraria di allora per quanto riguarda l’Europa, la più importante novità da lui introdotta è che ‘il’ personaggio principale, quello che potrebbe parere tale a una prima lettura, non è l’unico al centro del romanzo, non è meno al centro di un ‘altro’ personaggio del romanzo, che ne narra la vicenda. E però questo secondo a sua volta è narrato dall’autore; autore che narra in terza persona ma lo fa altresì altrettanto intervenire in prima persona per ampi tratti di narrazione. Consegue da questa tecnica che il personaggio viene caratterizzato come se si sdoppiasse e fossero due personaggi diversi, per essere visti da due diverse distanze.
Tutt’e due inoltre presentano riconoscibili caratteristiche autobiografiche dell’autore ma in due modi decisamente distinti. A tratti la distanza è maggiore, quando ne parla in terza persona, a tratti si raccorcia quando chi scrive lascia che si derivi, leggendo, l’impressione di aver a che fare con ‘il personaggio che dice io’ (espressione trovata proprio per Conrad in un saggio su di lui di E. Said).
Nel primo caso questo secondo personaggio parla a un pubblico che è raffigurato parzialmente e nel secondo si rivolge più direttamente a noi lettori. In questo modo l’ottica viene spostata. Il personaggio numero uno, in particolare, ma anche tutto il resto, viene presentato sotto altra luce. In virtù di tale riflessione e gioco di specchi, l’effetto è anche quello di una scatola cinese dove il personaggio principale è il più interno, contenuto nel secondario che è contenuto a sua volta e poi visto da noi. Ma il gioco può moltiplicarsi oltre. Se includiamo anche l’autore che legge sé stesso,  si amplifica ulteriormente.
Caliamoci in uno dei romanzi e scegliamo Lord Jim, anche perché esso appassiona molti e divide ancora la critica, molte controversie rimangono aperte. È il primo dei racconti più lunghi di Conrad, si presenta con più impeto rispetto ai testi scritti in età più avanzata e la tecnica è più scoperta, quindi a noi più facilmente individuabile.
Il titolo definisce già il primo personaggio, d’altronde egli nei primi capitoli non compare affatto: si parla prima di Marlow, ed è Marlow che aggirandolo a lungo ci introduce Jim, ci confessa più volte come sia un problema per lui vedere chiaro in Jim. Rimandata anche la descrizione delle forme esterne di Jim, o perché c’è buio o perché la situazione è troppo tesa per far caso ad esse. In tutta la prima parte del libro, fino al cap. 21 dove ha luogo un cambio di scena più netto, si insiste su questo tema; fino alla fine è il nocciolo, sviscerato in tutti i modi possibili, e che tuttavia resta forse parzialmente insoluto come è bene che resti il giudizio ultimo di un uomo da parte di un altro.
Marlow, secondo personaggio, è paterno e si scopre tale via via, nei confronti di Jim, anche per la differenza di età; e se all’inizio capita che se ne interessi solo in quanto ‘è uno di noi’, del mestiere di navigante, man mano che nasce un sentimento, che Marlow si accorge di esso, che cerca in qualche modo di farsene una ragione, l’interesse per Jim cresce, la storia progredisce.
Quest’essere ‘uno di noi’ , oltre che un dato di fatto è la prima impressione che ha Marlow del ragazzo, una prima sensazione che egli vorrebbe spiegare a sé stesso. Lentamente, e allo scopo di sviscerare un suo dubbio, ci racconta più cose sulla vicenda. Potremmo dire che più che essere il personaggio principale, Jim fin dall’inizio è colto nell’atto di diventarlo.
Il romanzo ha questa precisa ragion d’essere, questo stimolo costante alla compresione di cui la coscienza non può fare a meno; l’autore ha costantemente questa molla per scrivere e questo obiettivo. Se si era già dato il caso di libro nel libro, narrazione incorniciata in un’altra, che anzi è tradizione di grandi classici, la novità in Conrad è un’analisi psicologica di un singolo vista al variare delle distanze che si tengono da esso.
Uno studio della soggettività che non pretende nemmeno di oggettivarsi, anzi vuol tener conto dell’individuo e di come le sue scelte di relazione ne condizionino le opinioni.
La trama e l’azione riguardano quasi solo Jim. Un fatto drammatico che appartiene al passato, e che quindi per giunta è irrevocabile, forse irreparabile come lo è per il Codice della Marina. Un solo fatto che costituisce da una parte l’occasione della conoscenza fra Marlow e Jim, dall’altra l’occasione del romanzo.
Indubbiamente il fatto è di grande importanza, determinante: ma viene preso così alla larga, arricchito sempre di più senza però svelarne interamente la natura, che solo dopo parecchi capitoli ne verremo a conoscenza in modo un po’ più esaustivo.
Allora appuriamo una caratteristica della scrittura di Conrad, caratteristica tecnica ma non solo: la narrazione si dilunga. La lentezza non è data dal ritmo dello svolgersi dei fatti; qui le cose accadono. Diciamo pure che non c’è pudore nel tornare immediatamente su una cosa appena detta, invece; come uno che sa di non ripetersi, bensì di aver bisogno per capire e per farsi capire, di estrema accuratezza, quindi di controllare puntigliosamente ogni assunto. Di qui la ricerca del maggior numero di punti di vista, la ricerca del formulare minuzioso, dettagliare programmatico. Come, e infatti questo è il caso, un capitano di veliero. Tale è Marlow e tale fu l’autore. Nulla si può dare per scontato. Il mare come la vita sono assolutamente irti d’imprevisti. E ogni caso è un caso a sé. Motivo per cui l’opera di Conrad è letteratura ‘colta’, esatto contrario per intenderci, di quella che scolpisce persone e cose con una fissità che potremmo dire legnosa. Qui ci sono dubbi e rimangono aperti, qui tutto è fluido e variabile come in navigazione.
Sia come motivazione a scrivere, sia come prodotto finale della scrittura, il voler raggiungere una pienezza di comprensione fa sì che sentiamo vivissima la spinta morale. In Conrad tutto è sottomesso a una scala di valori morali. Eppure la mano non è pesante, non calca sull’insegnamento, non pesa l’intento didascalico. Quindi è un perfetto insegnante. Colui che sa dissimulare di esserlo. Sentiamo che si fa ogni scrupolo a giudicare e che scrive soprattutto per sé stesso, per approfondire prima che per il semplice gusto di farlo.  Il filo conduttore è il fine di mettere alla prova i valori dalla scala gerarchica di partenza, verificarne la tenuta, aggiornarne l’ordine in base all’esperienza, rivedere costantemente i risultati, mettere a punto, cambiare un piccolo particolare nella propria coscienza per non fossilizzare la visione. Mantenere in moto gli scambi fra conscio e inconscio,  evitare l’intasamento, per una morale che non perda efficacia.
Il procedimento delle diverse angolazioni nell’affrontare le cose convince Conrad a offrirci un valore imperdibile, quello dell’arte della conversazione. Il piacere dell’intrattenimento, principio stesso della narrazione, per i momenti della vita che ne offrano l’occasione, come la vita marinara, ma anche gli inverni contadini, in epoca precedente a questa della televisione, almeno. Valore non secondario, oggi forse trascurato, che ha dato così buoni frutti da farci pensare che valga la pena continuare ad apprenderlo e praticarlo.













J. Conrad, vari inizi

1.The shadow-line: a confession (titolo originale, del 1917)
2.Lord Jim: a tale
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The shadow-line: a confession

 

Only the young have such moments. I don't mean the very young. No. The very young have, properly speaking, no moments. It is the privilege of early youth to live in advance of its days in all the beautiful continuity of hope which knows no pauses and no introspection.

One closes behind one the little gate of mere boyishness--and enters an enchanted garden. Its very shades glow with promise. Every turn of the path has its seduction. And it isn't because it is an undiscovered country. One knows well enough that all mankind had streamed that way. It is the charm of universal experience from which one expects an uncommon or personal sensation--a bit of one's own.

One goes on recognizing the landmarks of the predecessors, excited, amused, taking the hard luck and the good luck together--the kicks and the half-pence, as the saying is--the picturesque common lot that holds so many possibilities for the deserving or perhaps for the lucky. Yes.
One goes on. And the time, too, goes on--till one perceives ahead a shadow-line warning one that the region of early youth, too, must be left behind.










 Solo i giovani hanno di questi momenti. Non intendo i giovanissimi. No. I giovanissimi, propriamente parlando, non hanno momenti. E’ privilegio della prima gioventù vivere proiettati in avanti rispetto ai propri giorni, in tutta la bella continuità di speranze che non conosce pause né introspezione.
Uno chiude dietro di sé il cancello della semplice infanzia- e entra in un giardino incantato. Persino le ombre splendono di promesse. Ogni svolta del sentiero ha il suo fascino. E non perché sia un paese inesplorato. Si sa bene che l’intera umanità lo ha percorso in folla. E’ l’attrattiva dell’esperienza universale da cui ci si aspetta una non comune o personale sensazione – un qualcosa del proprio sé.


Si procede riconoscendo i traguardi dei predecessori, eccitati, divertiti, prendendo insieme la cattiva e la buona fortuna – i colpi e la monetina, come si dice – il pittoresco cumulo che ha tante possibilità per i meritevoli o forse i fortunati. Sì. Si procede. E anche il tempo procede – finchè si percepisce davanti a sé una linea d’ombra che ci avvisa che la regione della prima gioventù dev’essere anch’essa lasciata indietro.





Lord Jim: a tale 



He was an inch, perhaps two, under six feet, powerfully built, and he advanced straight at you with a slight stoop of the shoulders, head forward, and a fixed from-under stare which made you think of a charging bull. His voice was deep, loud, and his manner displayed a kind of dogged self-assertion which had nothing aggressive in it. It seemed a necessity, and it was directed apparently as much at himself as at anybody else. He was spotlessly neat, apparelled in immaculate white from shoes to hat, and in the various Eastern ports where he got his living as ship-chandler's water-clerk he was very popular.





Era alto poco meno di un metro e ottanta, di corporatura possente, e avanzava diritto verso di voi con le spalle leggermente curve, la testa in avanti , e uno sguardo fisso di sotto in su che vi faceva pensare a quello di un toro che carica. La voce profonda e forte, e le sue  maniere palesavano, una sorta di ostinata asserzione del proprio io, senza avere niente di aggressivo. Sembrava una necessità, ed era diretta apparentemente tanto a se stesso quanto a chiunque altro. Era lindo senza macchia: sempre in bianco immacolato dal cappello alle scarpe, e nei vari porti d'Oriente in cui si guadagnava da vivere come procacciatore d'affari per conto di ditte di forniture navali, era molto popolare.


The duel


Napoleon I, whose career had the quality of a duel against the whole of Europe, disliked duelling between the officers of his army. The great military emperor was not a swashbuckler, and had little respect for tradition.

lI duello


Napoleone I, la cui carriera ebbe il carattere di un duello contro l'Europa intera, disapprovava il duello fra gli ufficiali del suo esercito. Il grande imperatore militare non era uno smargiasso,  e aveva poco rispetto per la tradizione.

(Traduzione: Leonardo Gandi)




Typhoon


Captain MacWhirr, of the steamer Nan-Shan, had a physiognomy that, in the order of material appearances, was the exact counterpart of his mind: it presented no marked characteristics of firmness or stupidity; it had no pronounced characteristics whatever; it was simply ordinary, irresponsive, and unruffled.
The only thing his aspect might have been said to suggest, at times, was bashfulness; because he would sit, in business offices ashore, sunburnt and smiling faintly, with downcast eyes. When he raised them, they were perceived to be direct in their glance and of blue colour.





Tifone


Il capitano MacWhirr del vapore Nan-Shan, aveva una fisionomia che, nell’ordine delle apparenze materiali, era l’esatta controparte del suo animo: non presentava alcuna marcata caratteristica di fermezza o  stupidità; non aveva alcuna caratteristica pronunciata quale che fosse; era semplicemente comune, insensibile e imperturbabile.
L’unica cosa che si sarebbe potuto dire il suo aspetto suggerisse, a volte, era la timidezza; perché sedeva, negli uffici a terra, abbronzato dal sole e sorridendo debolmente, con gli occhi bassi. Quando li alzava, si percepiva che erano diretti, nel loro sguardo, e di colore azzurro.


Heart of darkness


The Nellie, a cruising yawl, swung to her anchor without a flutter of the sails, and was at rest. The flood had made, the wind was nearly calm, and being bound down the river, the only thing for it was to come to and wait for the turn of the tide.
The sea-reach of the Thames stretched before us like the beginning of an interminable waterway. In the offing the sea and the sky were welded together without a joint, and in the luminous space the tanned sails of the barges drifting up with the tide seemed to stand still in red clusters of canvas sharply peaked, with gleams of varnished sprits. A haze rested on the low shores that ran out to sea in vanishing flatness. The air was dark above Gravesend, and farther back still seemed condensed into a mournful gloom, brooding motionless over the biggest, and the greatest, town on earth.

Cuore di tenebra


La Nellie, un'imbarcazione da crociera, girò sull'ancora senza un battito delle vele, e si fermò. La marea s'era alzata, il vento quasi calmo e, dovendo scendere il fiume, non rimaneva che stare alla fonda e attendere il riflusso.
Il tratto di foce del Tamigi si estendeva davanti a noi come l'inizio di un interminabile corso d'acqua. Al largo, cielo e mare si saldavano senza una giuntura, e nello spazio luminoso le vele brunite delle chiatte che risalivano con la marea, sembravano stare ferme in  rossi accumuli di tela dalle punte aguzze e luccichio di pennoni verniciati. Una bruma si era fermata sulle basse sponde che correvano via verso il mare e svanivano piatte. L’aria era scura su Gravesend e più indietro sembrava addensarsi in un'oscurità funerea che persisteva immobile  sulla più vasta e più grande città della terra.



Nostromo

In the time of Spanish rule, and for many years afterwards, the town of Sulaco -- the luxuriant beauty of the orange gardens bears witness to its antiquity -- had never been commercially anything more important than a coasting port with a fairly large local trade in ox-hides and indigo. The clumsy deep-sea galleons of the conquerors that, needing a brisk gale to move at all, would lie becalmed, where your modern ship built on clipper lines forges ahead by the mere flapping of her sails, had been barred out of Sulaco by the prevailing calms of its vast gulf.

Nostromo

All'epoca della dominazione spagnola, e per molti anni dopo, la città di Sulaco - della cui antichità testimonia la lussureggiante bellezza degli aranceti - non ebbe mai più importanza commerciale d'un  porto di cabotaggio, con un discreto traffico locale di pelli bovine e indaco. I goffi galeoni d’altomare dei conquistatori che, avendo bisogno d'un vento vivace già solo per muoversi, sarebbero rimasti tranquilli dove la vostra nave moderna, costruita sulla linea dei clipper, salpa via al semplice sventolìo delle vele, si erano visti vietata Sulaco dalle calme prevalenti nel suo vasto golfo.


The secret agent


Mr Verloc, going out in the morning, left his shop nominally in charge of his brother-in-law. It could be done, because there was very little business at any time, and practically none at all before the evening. Mr Verloc cared but little about his ostensible business. And, moreover, his wife was in charge of his brother-in-law.
The shop was small, and so was the house. It was one of those grimy brick houses which existed in large quantities before the era of reconstruction dawned upon London. The shop was a square box of a place, with the front glazed in small panes. In the daytime the door remained closed; in the evening it stood discreetly but suspiciously ajar.

L'agente segreto


Il signor Verloc uscendo al mattino, lasciò il suo negozio nominalmente affidato al cognato. Si poteva fare, perché c'era un'attività molto scarsa a qualsiasi ora, e praticamente del tutto nulla prima di sera. Il signor Verloc si curava molto poco della sua attività ufficiale. Inoltre, a sua moglie era affidato il cognato.
Il negozio era piccolo, così come la casa. Era una di quelle sudicie case di mattoni che esistevano in grandi quantità prima che l'epoca della ricostruzione albeggiasse su Londra. Il negozio era una scatola quadrata in un appartamento, con l'entrata di piccoli pannelli smaltati. Durante il giorno la porta rimaneva chiusa; la sera restava  socchiusa in modo discreto ma sospettoso.