mi meravigliai del mio stato mentale





ph Minnehaha1874

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E per prima cosa mi meravigliai del mio stato mentale. Perché non ero sorpreso di più? Perché? Eccomi qua, investito di un comando in un batter d'occhio, non nel solito corso delle vicende umane ma quasi per incanto. Avrei dovuto essere stordito dallo stupore. Ma non lo ero. Assomigliavo ai personaggi delle fiabe. Non c'è mai niente che li stupisca. Quando una zucca si trasforma in una carrozza di gala tutta addobbata per portarla al ballo, Cenerentola non batte ciglio. Vi entra tranquilla per andare incontro al suo fortunato destino.
Il capitano Ellis (una specie di fata piuttosto rude) aveva tirato fuori un comando dal cassetto quasi altrettanto inaspettatamente che in una fiaba. Ma un comando è un'idea astratta, e sembrava una specie di «prodigio minore» finché non mi balenò l'idea che implicava l'esistenza concreta di una nave.
Una nave! La mia nave! Era mia, una cosa da possedere e di cui aver cura, più mia di qualsiasi altra cosa al mondo, un oggetto di responsabilità e dedizione. Era là che mi aspettava sotto un incantesimo, incapace di muoversi, di vivere, di andare nel mondo (finché non arrivavo io), come una principessa stregata. Il suo richiamo mi era arrivato come se venisse dalle nuvole. Non avevo mai sospettato la sua esistenza. Non sapevo com'era, avevo a malapena udito il suo nome, eppure per una certa parte del nostro futuro eravamo indissolubilmente legati, per nuotare o affondare insieme! 

La linea d’ombra

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