Georgien 2008

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Albero




Tutto il cielo cammina come un fiume,
grandi blocchi traendo di fiamma e d’ombra.
Tutto il mare rompe, onda dietro onda,
splendido, alle fuggenti dune.
L’albero, chiuso nel puro contorno,
oscuro come uno che sta su la soglia,
muto guarda, senza battere foglia,
gli spazi agitati dal trapasso del giorno.



Diego Valeri

Diego Valeri (1897-1976)



Collina

Vedevamo gli ulivi
annuvolare d’un velo d’argento
l’oro disteso ai digradanti clivi;
piovere gli oleandri un scialbo rosa
dai vecchi muri oscuri
sul bianco della strada polverosa;
e la strada salire
lenta lunga al confine
del cielo alto, morire
nell’azzurro candore
senza più fine.
Dentro il tremante silenzio del cuore
udivamo parole
d’erbe di fiori di terra di sole. 


Spiaggia

Rovesciavi il bel viso in fanciullesco modo,
per ascoltare quel trillo alto perduto di allodola;
guardavi stupita gli spazi, la bianca mattina
fumante nel sole, confusa alla bianca marina.
Poi vennero i pescatori: con lunghi strappi oscillanti,
con rotte grida, tiravano in secco le reti stillanti.
Nel bruno groviglio dei fili scorgesti un guizzare di argenti,
di azzurri, di verdi. Ridevi tutta, occhi labbra denti.

 

Cielo di marzo


Il vento di marzo apre una spera
di sole tra la nuvola fosca;
improvviso nello specchio si mostra
il viso bianco della primavera.

La primavera ha un mezzo sorriso,
tra occhi e labbra, di fanciulla mesta;
dolcemente inclina la testa
sul tenero collo; ha il tuo male, ha il tuo viso.


da Tempo che muore, 1942