Georgien 2008

Georgien 2008
Visualizzazione post con etichetta Fabio Giovinazzo. Mostra tutti i post
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L'arte del fauno, Note di regia

 

   Facendo riferimento ai canoni del cinema documentario, la messa in scena è inconsueta.
Lo spazio può assumere caratteristiche legate al sovradimensionamento e l’intensa e brillante luminosità in bianco e nero comprime il tempo, fino a creare un’omogeneità tra le varie parti del giorno, generando una paradossale dimensione spaziale agli occhi di chi guarda.
   Seguendo uno stile fantastico ed allegorico l’inquadratura passa da una scelta per nulla complicata – dove la staticità dello strumento di ripresa è in tempo reale smentita dall’azione del personaggio che vive all’interno della stessa – a virtuosismi stilistici spesso accompagnati dal colore che acquistano a tratti evidenti proprietà drammaturgiche.
   Accanto alle immagini procede il sonoro che – giocando sull’alternanza tra rumori e suoni, composizioni e voci – sviluppa quel sentimento tragicamente comico che le riprese in alta definizione, insieme a quelle che per taglio e stile sono il loro opposto, già suggeriscono.

www.lartedelfauno.blogspot.it
http://lartedelfauno.blogspot.it/2013/10/manifesto.html








polarità maschio/femmina e omosessualità latenti in noi




L'idea che tutti gli opposti sono polari – che luce e buio, vincere
e perdere, buono e cattivo sono soltanto differenti aspetti dello
stesso fenomeno – è uno dei princìpi fondamentali del modo di vita
orientale. Poiché tutti gli opposti sono interdipendenti, il loro
conflitto non può mai finire con la vittoria totale di uno dei poli,
ma sarà sempre una manifestazione dell'azione reciproca tra l'uno e l'altro polo. In Oriente, una persona virtuosa non è perciò quella che affronta l'impossibile compito di battersi per il bene e di sconfiggere il male, bensì quella che è capace di mantenere un equilibrio dinamico tra il bene e il male.
Questa idea di equilibrio dinamico è essenziale per il modo in cui
l'unità degli opposti è sperimentata nel misticismo orientale. Non è

mai un'identità statica, ma sempre un'interazione dinamica tra due estremi.

Una delle principali polarità della vita è quella tra il lato
femminile e quello maschile della natura umana. Come succede
con la polarità tra buono e cattivo o tra vita e morte, tendiamo a
sentirci a disagio di fronte alla polarità maschio/femmina che è in
noi stessi, e siamo quindi portati a dare risalto a uno o all'altro di
questi aspetti. La società occidentale ha tradizionalmente favorito
più l'aspetto maschile che quello femminile. Invece di riconoscere
che la personalità di ogni uomo e di ogni donna è il risultato di una
azione reciproca tra l'elemento maschile e quello femminile, essa
ha stabilito un ordine statico in cui si suppone che tutti gli uomini
siano maschili e tutte le donne femminili, e ha assegnato all'uomo i
ruoli guida e la maggior parte dei privilegi della società. Questo
atteggiamento si è tradotto in una eccessiva importanza data a tutti
gli aspetti yang – o maschili – della natura umana: attività, pensiero
razionale, competitività, aggressività, e così via. Le modalità di
coscienza yin – o femminili – che possono essere descritte con
termini quali intuitivo, religioso, mistico, occulto o psichico, sono
state costantemente soffocate nella nostra società di tendenze
maschiliste.
Nel misticismo orientale, queste modalità femminili vengono
sviluppate e si cerca di realizzare un'unità tra i due aspetti della
natura umana. Un essere umano pienamente realizzato è quello che,
secondo le parole di Lao-tzu, "sa d'esser maschile e si mantiene
femminile". In molte tradizioni orientali, l'equilibrio dinamico
tra le modalità di coscienza maschile e femminile è lo scopo
principale della meditazione [...]
Nel Buddhismo tantrico, la polarità maschio/femmina è spesso
illustrata con l'aiuto di simboli sessuali. La saggezza intuitiva è
vista come la qualità passiva, femminile, della natura umana,
l'amore e la compassione come la qualità attiva, maschile, e
l'unione di entrambe nel processo di illuminazione è rappresentata
con estatici amplessi sessuali di divinità maschili e femminili.
 I mistici orientali affermano che si può avere l'esperienza dell'unione
della propria mascolinità e della propria femminilità solo quando si
è raggiunto un livello superiore di coscienza, nel quale il mondo del
pensiero e del linguaggio è trasceso e tutti gli opposti appaiono
come un'unità dinamica.

film in lavorazione

testo tratto da

MONOLOGO DI PALINURO

CLUB AMICI DEL CINEMA, Via Rolando, Genova.
nell’ambito di Ovest.Doc prima visione di 

MONOLOGO DI PALINURO, 

alla presenza di Fabio Giovinazzo (regista), di Aleksandr Balagura (montatore) e di Massimo Sannelli, voce del film.
Nella Casa di riposo per la gente di mare, inaugurata a Camogli in pieno ventennio fascista, l'anziano marinaio Renzo Cavatorta, testimone con i suoi compagni di un micromondo ormai in via d'estinzione, cede il passo ai ricordi tra la dignitosa e semplice realtà del presente e la nostalgia di un avventuroso passato. 



Fabio Giovinazzo: solo stasera, a Genova, IL FILM

NUOVA VERSIONE : Martedì 17 dicembre al Nickelodeon, via della Consolazione (v.XX) h.20.30

                                                              Kinek ìrod ezt?  

una voce da un sogno

                                                  …me lo risento che mi rironza
all’orecchio, e mi ridice (in una l i n g u a  che mi è molto ignota) :
Kinek ìrod ezt?  



Il titolo è tratto dalla seconda poesia delle Glosse, nel Gatto lupesco (Feltrinelli, 2010)
ma la mia azzardata traduzione psicanalitica, avallata da Sant'Isidoro,  
suona: Il cinema è una strada?
e nella babele delle lingue, deriva come potete - dovete immaginare, da:
 Kino, il cinema forse tedesco, a road , EST (è, ESISTE a oriente).

*
l i n k s
EDOARDO SANGUINETI   vita & materiali 
il gatto lupesco [ anteprima ]
OTTAVIA FUSCO   www.ottaviafusco.it
ANDREA LIBEROVICI   www.liberovici.it
RAFFAELE PERROTTA   uno studio & un monologo
MASSIMO SANNELLI   www.massimosannelli.blogspot.com
TEATRO DEL SUONO   www.teatrodelsuono.it

CITY LIGHTS, CLINAMEN di Fabio Giovinazzo


Museo di Sant'Agostino, Piazza Sarzano 35 R - Genova
13-27 dicembre 2013
Inaugurazione: venerdì 13 dicembre ore 17

Fabio Giovinazzo, sant'agostino
Venerdì 13 dicembre 2013 si inaugura presso il Museo di Sant'Agostino
di Genova la mostra CITY LIGHTS, CLINAMEN del fotografo genovese Fabio
Giovinazzo. Giovinazzo è stato regista del film Kinek ìrod ezt?,
dedicato a Genova e alla figura del poeta Edoardo Sanguineti. Ora,
come fotografo, espone una scelta rigorosa della sua ricerca visiva
sulle luci della città (City Lights), in questo caso Genova. In
futuro, questo progetto sulle luci si estenderà ad altre città
italiane e del mondo. Le foto di Giovinazzo sono al limite
dell’astrazione, ma nascono da condizioni assolutamente reali, e non
subiscono nessuna correzione digitale. Sono il frutto di un’intuizione
personale, secondo una tecnica segreta.
Si tratta quindi di una prima assoluta per la città di Genova, che
trova spazio in quello prestigioso del Museo di Sant'Agostino. Il
testo critico, che accompagnerà nell'esposizione le opere fotografiche
di Giovinazzo, è di uno scrittore e artista, Massimo Sannelli,
vicepresidente dello CSAO (Centro di Studi Archivio d’Occidente,
Lavis, Trento). Unita all’inglese, la parola clinamen – la
declinazione degli atomi, secondo Lucrezio – indica un possibile
approccio filosofico alla fotografia di Giovinazzo: per suggerire la
classicità e la bellezza senza tempo, metafisica, di queste immagini.
La mostra è ad ingresso libero, negli orari di apertura del Museo.
Fabio Giovinazzo, genovese, si è formato in solitudine, con un
percorso artistico personale. Laureato in Storia con Francesco
Surdich, è l’autore del film Kinek ìrod ezt? (2012), coprodotto
dall’Università di Genova, dalla Cineteca Griffith (Genova) e da
Garaje Lumière (Madrid): un lavoro al limite della videoarte, con
interventi attoriali di Ottavia Fusco e Massimo Sannelli, che è stato
proiettato a Madrid (Garaje Lumière), a Genova (Auditorium dei Musei
di Strada Nuova e Biblioteca Berio), a Milano (Officina Coviello) e
prossimamente lo sarà presso il cinema genovese Nickelodeon. Come
fotografo, ha tenuto la mostra Il gesto al lavoro presso la Eblig
(Genova, 2012) e ha partecipato ad una collettiva dedicata ai
finalisti del Premio Spazio23, importante concorso nazionale promosso
ed organizzato da Spazio23, galleria e libreria genovese specializzata
in fotografia contemporanea (Genova, 2013).
Il suo sito personale è www.fabiogiovinazzo.com
Per informazioni: Museo di Sant'Agostino, tel. 010 2511263

Edoardo Sanguineti, proiezione in biblioteca


KINEK ÌROD EZT?
regia di Fabio Giovinazzo

19 febbraio 2013

Biblioteca Berio, Sala dei Chierici : proiezione di Kinek ìrod ezt? [orario da definire]. Interventi di Fabio Giovinazzo ed Erik Negro, presentazione e letture di Massimo Sannelli.

 una voce da un sogno

                                                  …me lo risento che mi rironza
all’orecchio, e mi ridice (in una l i n g u a  che mi è molto ignota) :
Kinek ìrod ezt?  



Il titolo è tratto dalla seconda poesia delle Glosse, nel Gatto lupesco (Feltrinelli, 2010)
ma la mia azzardata traduzione psicanalitica suona: Il cinema è una strada?
*
l i n k s
EDOARDO SANGUINETI   vita & materiali 
il gatto lupesco [ anteprima ]
OTTAVIA FUSCO   www.ottaviafusco.it
ANDREA LIBEROVICI   www.liberovici.it
RAFFAELE PERROTTA   uno studio & un monologo
MASSIMO SANNELLI   www.massimosannelli.blogspot.com
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