Georgien 2008

Georgien 2008
Visualizzazione post con etichetta Anna Achmatova. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Anna Achmatova. Mostra tutti i post

blickt ins Ferne sie / guarda nel vuoto lei








ph: TroveRete, Snell, Artificial Intelligence (AI), DioNiso















Die Hand
legt prüfend sie
an ihre Kehle,
als wollt sie fühlen,
dass sie bei Stimme sei
und dass der Hals ihr
noch verblieb,
der schön geschwungene.
Die Augen schienen
eben doch zu lächeln,
die Lippen leicht geöffnet,
blickt ins Ferne sie.
Und ahnt und
weiß?









La mano
pone a tentare
sulla sua gola
a voler vedere
se abbia intonata voce
se il collo le rimanga
il bello arcuato.
Gli occhi le sembravano
poco fa sorridere,
le labbra appena aperte,
guarda nel vuoto lei.
E intuisce e
sa?










*






(a N. V. N.)






(a N. V. N.)
C’è nell’intimità degli uomini un confine
che né l’amore, né la passione possono osare:
le labbra si fondono nel terribile silenzio
e il cuore si spezza per amore.
Anche l’amicizia qui è impotente, e gli anni
pieni di felicità alta infiammata,
quando l’anima è libera e distratta
dal lento languore della voluttà.
Pazzo è colui che vi si appresta,
raggiungerlo è morire d’angoscia…
Ora puoi capire perché non batte
il mio cuore sotto la tua mano.

 Pietroburgo, maggio 1915
Trad. G.Immediato
Lo stormo bianco

Anna Achmatova


a N. V. N.

C’è nel contatto umano un limite fatale,
non lo varca né amore né passione,
pur se in muto spavento si fondono le labbra
e il cuore si dilacera d’amore.
Perfino l’amicizia vi è impotente,
e anni d’alta, fiammeggiante gioia,
quando libera è l’anima ed estranea
allo struggersi lento del piacere.
Chi cerca di raggiungerlo è folle,
se lo tocca soffre una sorda pena…
ora hai compreso perché il mio cuore
non batte sotto la tua mano.



*



Ho appreso a vivere semplice e saggia
a guardare il cielo, a pregare Iddio,
e a vagare a lungo innanzi sera,
per fiaccare un’inutile angoscia.
Quando nel fosso freme la lappola
e il sorbo giallo-rosso piega i grappoli,
compongo versi colmi di allegria
sulla vita caduca, caduca e bellissima.
Ritorno. Un gatto piumoso mi lecca
il palmo, fa le fusa più amoroso,
e un fuoco vivido divampa al lago
sulla torretta della segheria.
Solo di rado un grido di cicogna,
volata fino al tetto, squarcia il silenzio.
E se tu busserai alla mia porta,
mi sembra, non sentirò nemmeno.

(trad. M. Colucci)