Georgien 2008

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Mi sentivo, ed ero, una specie di strano fantasma trascorrente: pieno di vita e di morte insieme, di passione e di pietà.

Il giardino dei Finzi-Contini

e qui: docu Sicily, raistoria
https://youtu.be/dgD74LaBoDU

parole scolpite, direttamente dall'infanzia:



Mi sentivo, ed ero, una specie di strano fantasma trascorrente: pieno di vita e di morte insieme, di passione e di pietà.

Il giardino dei Finzi-Contini

parole scolpite, direttamente dall'infanzia:



Mi sentivo, ed ero, una specie di strano fantasma trascorrente: pieno di vita e di morte insieme, di passione e di pietà.

Il giardino dei Finzi-Contini

parole scolpite, direttamente dall'infanzia:



Mi sentivo, ed ero, una specie di strano fantasma trascorrente: pieno di vita e di morte insieme, di passione e di pietà.

Il giardino dei Finzi-Contini

Giuseppe Tomasi di Lampedusa


(1896 - 1957)

Nasce il 23 dicembre 1896 a Palermo, da famiglia aristocratica (quella dei principi di Lampedusa, duchi di Palma e Montechiaro). Ad aprile del 1915 si iscrive presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Roma, ma nel novembre dello stesso anno viene chiamato alle armi: partecipa alla Prima Guerra Mondiale, è fatto prigioniero nel novembre del 1917 e solo dodici mesi dopo - fuggito dal campo di reclusione - riesce a rientrare in patria. Congedato dall'esercito con il grado di tenente, fa ritorno a Palermo nel 1920. Nel corso del decennio seguente, effettua numerosi viaggi in Italia ed all'estero, da solo o più spesso in compagnia della madre; durante uno di essi, nel 1925, conosce a Londra, all'ambasciata d'Italia, la principessa Licy Wolff Stomersee, studiosa di psicanalisi, che sposerà sette anni più tardi in una chiesa ortodossa, a Riga. Dopo aver dato il proprio contributo anche al secondo conflitto mondiale e veduto la casa avita devastata dai bombardamenti, Giuseppe e la consorte si trasferiscono a Palermo.
Alla fine del '54, comincia a scrivere "Il Gattopardo".
Dipoi, lavora ad altri testi ("La gioia e la legge", "La sirena", il primo capitolo del nuovo romanzo "I gattini ciechi"): ma nell'aprile del 1957 gli viene diagnosticato un carcinoma al polmone destro, che ne cagiona la morte il 23 luglio dello stesso anno.
Rifiutato dalla Mondadori, "Il Gattopardo" trova la pubblicazione nel 1958, presso Feltrinelli, grazie all'attivo interessamento ed alla curatela di Giorgio Bassani.
Accolto da un enorme successo, il libro vince il Premio Strega nel '59.
Giorgio Bassani, volle descriverne così i pregi: "Ampiezza di visione storica unita a un'acutissima percezione della realtà sociale e politica dell'Italia contemporanea, dell'Italia di adesso; delizioso senso dell'umorismo; autentica forza lirica; perfetta sempre, a tratti incantevole, realizzazione espressiva".



Il Gattopardo (1958)
Racconti (1961)
Il Gattopardo (1969, II stesura)
Lezioni su Stendhal (1971)
Invito alle lettere francesi del Cinquecento (1979)