Georgien 2008

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secoli di luce nel medioevo



Astrolabium







Chi non si occupi di tecnica, è testardo, scrisse nel 1122/23 il monaco benedettinoTeofilo Presbitero in Schedula de diversibus artibus.
E il teologo Ugo di S. Vittore, morto nel 1141, aggiunse al libro delle sette arti libere sette arti della meccanica.
Galilei era convinto che la natura fosse stata scritta dal Creatore in lingua matematica, comprensibile all’uomo.
Come quando un costruttore navale avesse dato ad un pezzo di legno la facoltà di trasformarsi in nave, scrive Tommaso d’Aquino.

Martin Rhonheimer ist Professor für Ethik und Filosofia politica presso l’Università papale Santa Croce a Roma.

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Wer sich nicht um Technik kümmere, sei töricht, schrieb 1122/23 der Benediktinermönch Theophylus Presbyter in seiner «Schedula de diversis artibus». 
Und der Theologe Hugo von St. Victor, gestorben 1141, fügte in einem Lehrbuch den bekannten sieben «Freien Künsten» sieben «Künste der Mechanik» hinzu.
Galilei, weil er überzeugt war, dass die Natur von ihrem Schöpfer in mathematischer Schrift geschrieben wurde, die dem Menschen verständlich sei.
“So wie wenn ein Schiffsbauer einem Stück Holz die Fähigkeit verliehen hätte, sich selbst zu einem Schiff zu entwickeln” (Thomas v. Aquin).


Martin Rhonheimer ist Professor für Ethik und politische Philosophie an der Päpstlichen 
Universität Santa Croce in Rom.

















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Equistetum arvense, per curiosità si impara tutto, anche l'utile piace.







Tra gli organismi più antichi della terra, è una pteridofita nativa dell’Europa, ma anche del nord America, del nord Africa e del nord Asia. L’appellativo “arvense” denota la sua presenza in zone campestri, ed effettivamente non è infrequente trovarlo su terreni incolti umidi o lungo i fossati; ma anche lungo le scarpate, ambienti ruderali, e terreni sabbiosi e argillosi.
L’Equistetum arvense è una pianta perenne, a rizoma sottile, priva di foglie e ben sviluppato con cauli fertili e sterili sempreverdi, interrotti a distanza regolare da nodi scuri. I cauli fertili sono visibili da marzo a settembre, sono di piccole dimensioni, bruno-rosati e privi di clorofilla. Alla sommità di ogni caule si trova una formazione gialliccia fatta di sporangi. I cauli fertili muoiono dopo la maturazione delle spore e durante l’estate si sviluppano i cauli sterili che hanno funzione fotosintetica, sono di colore verde scuro e portano in corrispondenza dei nodi dei verticilli di rametti. Come tutti gli equiseti può diventare infestante.
La droga è costituita dai cauli sterili raccolti nel periodo estivo e ben seccati.
I componenti principali sono: flavonoidi (il 50% dei flavonoidi contenuti è rappresentato da quercitina ed il maggior contenuto si riscontra in primavera; durante l’estate il contenuto in questa sostanza cala drasticamente); steroli; acido ascorbico ed acidi fenolici (acidi cinnamici, acidi dicaffeiltartrici..); alcaloidi in tracce (nicotina non tossico,3-metoxypyridina, palustrina tossico); saponoside (equisetonina); 15-20% minerali (2.1-2.9% potassio, calcio, fosforo, manganese e 5-8% acido silicico parzialmente idrosolubile).
Il nome Equisetum significa propriamente “coda o crine di cavallo” ed è stata utilizzata a scopo terapeutico, sin dall’antichità romana e greca.
Studiato clinicamente verso gli anni ’30, l’Equiseto ha una triplice azione: diuretica-emostatica-rimineralizzante.
Azione diuretica: la diuresi provocata dalla droga è puramente idrica, senza alterazione del tenore in elettroliti. Viene consigliata negli edemi post-traumatici e statici, nelle raccolte anomale di liquidi a vari livelli e nella diuresi forzata in caso di affezioni batteriche ed infiammatorie delle vie urinarie escretrici e contro la renella (Equisetum a., Orthosiphon s., Escholtia c.). In generale si utilizza nella nefrolitiasi e nelle nefropatie croniche.
Altre indicazioni fitoterapiche sono soprattutto le infiammazioni vescicali con tenesmo ed incontinenza. Ha dato buoni risultati in vari casi di ematuria di origine vescicale ed è utile anche nelle affezioni infiammatorie della prostata, per il suo effetto generale di decongestione a livello pelvico.
Azione rimineralizzante: l’Equiseto è conosciuto come “argilla vegetale” proprio per la sua composizione minerale e le sue proprietà.
La pianta assorbe dal terreno sali alcani d’acido silicico che danno luogo a due tipi di silicio, solubile ed insolubile. Quest’ultimo è responsabile del potere abrasivo della pianta, da cui il nome di Asprella, e della capacità di riflettere la luce, che consente alla pianta di proteggersi da un’intensità luminosa troppo forte. Il silicio organico ha la capacità di ricalcificare, accelera quindi i tempi di ricalcificazione per cui il calcio è insufficiente al fine della risoluzione della frattura ossea. Tutti i minerali presenti nella Coda cavallina contribuiscono al “metabolismo dell’osso”. Grazie all’azione che esercita sia sulla cartilagine articolare, sia sul tessuto osseo, è indicato nell’artrosi (Equisetum a., Harpagophytum p., Spirae u.) e, migliorando l’elasticità dei tendini, nelle tendiniti.
Il suo effetto sul mesenchima e ancora l’importante contenuto in minerali permettono la rimineralizzazione sia del sistema osteo-articolare che dei tessuti duri; è quindi utile nell’osteoporosi, nell’accrescimento scheletrico degli adolescenti, ma anche nella fragilità di unghie e capelli. Da consigliarsi quindi in momenti particolari della vita della donna come la gravidanza e la menopausa.
Infine la presenza di bioflavonoidi spiega l’azione antireumatica e adiuvante nel trattamento delle infiammazioni dell’apparato osteoarticolare della droga.

Il silicio è presente in tutto il nostro organismo, ma in particolare oltre che nei tendini, nel tessuto aortico. Contribuisce alla formazione di legami tra proteine e mucopolisaccaridi che entrano a far parte di cartilagini articolari e arterie, con azione attiva e di supporto nello sviluppo del tessuto connettivo. L’utilizzo dell’Equiseto frena quindi il processo di degenerazione, dovuto all’invecchiamento, delle fibre elastiche a livello delle pareti arteriose, antagonizzando gli effetti dell’aterosclerosi e prevenendo in parte la formazione di aneurismi.
E’ importante notare che, poiché il silicio, a livello gastroenterico, per essere assorbito, necessita di un ambiente acido, pazienti con achilia gastrica o blocco secretivo gastrico di tipo farmacologico, possono andare incontro ad un deficit di tale minerale. La somministrazione terapeutica quindi dell’Equiseto è ottimale se effettuata con cibi o bevande acide.
Piante ad alto contenuto di Silicio:
Equisetum hyemalis
Equisetum arvense
Pulmonaria officinalis
Plantago lanceolata
Poligonum aviculare
Galeopsis segetum
Azione emostatica: l’Equiseto è stato impiegato con successo nelle emorragie passive; nei microsanguinamenti a livello dell’orofaringe o del tratto gastroenterico, dovuti a piccole ulcere o traumatismi.
L’Equiseto dagli studi ha dato prova di un’azione emopoietica. Questa qualità è in rapporto alla vitalità della pianta, perché se il succo della pianta viene riscaldato oltre i 50°, l’attività emopoietica viene persa. La pianta è stata quindi impiegata nei casi di anemia secondaria.
A livello immunitario l’Equiseto aumenta la leucocitosi e rinforza la reattività connettivale, il che ne giustifica l’impiego nella tubercolosi. La stimolazione immunitaria è dovuta nuovamente all’acido silicico.

L’Equiseto svolge azione protettiva sulle mucose e, anche usato topicamente, ha un effetto di stimolo della funzione connettivale e di cicatrizzazione e riparazione tissutale. In particolare l’Equiseto migliora l’elasticità cutanea e per questo è usato in cosmetologia per la prevenzione di rughe, invecchiamento cutaneo.
Essendo la Coda cavallina diuretico e quindi consigliato nel trattamento dell’eliminazione di scorie metaboliche; capilloprotettore per la sua azione astringente e protettiva sui vasi sanguigni; cicatrizzante perchè ottimo riparatore tissutale, è impiegato per uso interno e in campo cosmetico nella preparazione di prodotti contro la cellulite e come coadiuvante nelle terapie dimagranti.









https://www.scienzanatura.it/equiseto-coda-cavallina/


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parche, fusi, fiabe e funerali












"The stinky one", a Maya death god (700-900 CE)
"Il puzzolente", un dio Maya della morte













Chi sì alacre taglia di vita il filo,
per lo spirito... in un mese non esagera?
in un anno non si può figurare.
Il cervello sa contare - su dita.
Le creature hanno da torcere il filo.











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L'ossessione poetica dell'antico anglosassone





ph: TroveRete, Cheers dello scheletro










Leoðes Ende



Swa æt ende ealdspræc stilede, 
ongann sunne gesencan niðer, 
ofer eorðan ealle sceadwa 
lange nu lægon. Se leod aras.
Hæleþ of healle ham onetton.



The song ends



So at the end, the old story (or: old speech) fell silent, and the sun began to sink down. Over earth all shadows now lay long. The King arose. The heroes all hurried home from the hall.




La fine del re


Così alla fine, si fece silente l’antico discorso,
il sole iniziò a calare,
sulla terra ogni ombra
giacque lunga. Il re si alzò.
Gli eroi dalla sala si affrettarono a casa.



Il canto ha termine


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Posted: 25 Apr 2019 10:06 PM PDT
Old English poetry is a love it or leave it thing. I've never known anybody to go "it's okay". Some people who learn Old English — for other reasons — just go "meh" or actively hate it. But the people who love it really love it. I wouldn't say it's my favorite literature on earth (that would probably be Classical Persian), but it's definitely up there and there's something about it that makes me keep returning to this tiny handful of poems again and again.

I said tiny handful, and I do mean tiny. There are only about 350 poetic texts that survive from the whole of the Anglo-Saxon period. (Most of what survives is quite dense prose.) Even if some of them are quite long like Beowulf (3180 lines) or Andreas (1720), their number is tiny. I think I've read all of them at one point or another, many of them more than once. (Some of them are honestly pretty mediocre). But it's a strange obsession, and a strange feeling of connection. When I read Latin poetry, I don't suddenly get the urge to compose Vergilian hexameters. But my notes are full of Old English verse composed by yours truly whenever I'm going through one of my OE obsessive periods.

Leoðes Ende

Swa æt ende ealdspræc stilede, 
ongann sunne gesencan niðer, 
ofer eorðan ealle sceadwa 
lange nu lægon. Se leod aras.
Hæleþ of healle ham onetton.

The Song Ends

So at the end, the old story (or: old speech) fell silent, and the sun began to sink down. Over earth all shadows now lay long. The King arose. The heroes all hurried home from the hall.

One thing I've noticed is that other languages don’t have such an enormous gap between their medieval and modern forms as English does. When modern Anglophones read Beowulf or the Exeter book, the English language grows foreign to itself in a very strange way.






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To Thaliarchus in winter





ph: TroveRete, Rosmarino gelato





See how Soracte1 shines in the height of snowfall,
 
See how the toiling forests can hardly bear
 
 their cold loads, how the streams stand frozen,
  stilled with sharp ice in bewintering air.
Thaw off this cold. Throw logs on the hearth in warm
 
welcome, and be more generous with the pure  
  
 wine drawn from that old Sabine2 cask,        
  dear Thaliarchus, good host and sure 
friend. Let the gods take care of the rest. Once they've
 
brought all the winds that brawl on the boiling sea    
   
 to heel, then nothing shakes the ancient
  alder and beautiful cypress tree.
Ask not of what tomorrow will bring. Each day
 
fortune allows you, count as a blessed gain.
 
 Young man, enjoy the sweet delights of 
  loving and dancing. Do not abstain
while your green youth is free of old peevish gray.
  
Now is the time for Campus3 and plaza too,
 
 for nights of sighs and whispered nothings    
  when you and her keep a rendezvous,
Time for the lovely laugh from a secret corner
 
giving away the girl where she hides at last,
 
 for the love-bracelet from a hand whose
  fingers pretend to resist your grasp. 


Notes:
1- Mount Soracte, a mountain north of Rome and visible from the city streets.
2 - Sabine wine, originating in an area near Horace's own farm. Not an especially expensive vintage.
3 - "Campus" i.e. the Campus Martius or Field of Mars.



Vidēs ut altā stet nive candidum
 
Sōracte, nec iam sustineant onus
 
 silvae labōrantēs, gelūque
  flūmina cōnstiterint acūtō.
Dissolve frīgus, ligna super focō              
 
largē repōnēns atque benignius
 
 dēprōme quadrīmum Sabīnā,
  ō Thaliarche, merum diōtā:
permitte dīvīs cētera, quī simul
 
strāvēre ventōs aequore fervidō                  
      
 dēproeliantīs, nec cupressī
  nec veterēs agitantur ōrnī.
Quid sit futūrum crās fuge quaerere et
 
quem Fōrs diērum cumque dabit lucrō
 
 appōne, nec dulcīs amōrēs                           
  sperne puer neque tū chorēās,
dōnec virentī cānitiēs abest
 
mōrōsa.  Nunc et campus et āreae
 
 lēnēsque sub noctem susurrī
  compositā repetantur hōrā,           
nunc et latentis prōditor intumō
 
grātus puellae rīsus ab angulō
 
 pignusque dēreptum lacertīs
  aut digitō male pertinācī.








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Con tanta grazia





ph: Ansa, Leoni o pecore, qualcuno ci precede



Con tanta grazia a notte uno nell'altro.
Fa giorno e mi rigetti indietro
come i tuoi capelli.

I tuoi occhi ora ebbri di Dio
i miei del guardarti,
un ebbro si prende cura dell'altro.







At night we fall into each other with such grace.
When it's light, you throw me back
like you do your hair.

Your eyes now drunk with God,
mine with looking at you,
one drunkard takes care of another.



English version Coleman Barks







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Ne cherche pas de secours auprès d’un autre que toi-même. Le remède de ta blessure est cette blessure elle -même.
Non cercare soccorso presso altri che te stesso. Il rimedio alla tua ferita è proprio quella ferita.
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Dans l’amour, le vaillant est celui qui, lorsque l’amour l’attaque, capitule.
In amore, valente è colui che , quando l'amore lo attacca, capitola.


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Au-delà du « bien faire » et du « mal faire »existe un espace. C’est là que je te rencontrerai. 
Aldilà del benfatto e malfatto esiste uno spazio. E' là che ti incontrerò.



Original language Persian/Farsi

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