Georgien 2008

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Michel Eyquem de Montaigne

(1533-1592)


Noi siamo fatti tutti di pezzetti, e di una tessitura così informe e bizzarra che ogni pezzo, ogni momento va per conto suo. E c'è altrettanta differenza fra noi e noi stessi che fra noi e gli altri.
(Essais, vol. II, I)

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[…]metter fuori dai piedi quel che abbiamo fra le mani.
[…]Né sì né no nel cuor mi sa mai intero.
[…]voyez a quant des bouts c’est un baston. (– la raison humaine)
[…]je ne te dit pas de ne pas parler
[…]il più grande, Estienne de la Boitie
(Essais, II, XVII)

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[…]je n’ay pas plus fait mon livre, que mon livre m’a faict.
[…]io non ho fatto il mio libro più di quanto esso mi abbia fatto, libro consustanziale al suo autore, membro stesso della mia vita. [...] Per poter dar corso alla mia fantasia di sbizzarrirsi seguendo un qualche ordine e progetto, evitando di lasciarla dissiparsi al vento, non c'è altro modo che dar corpo e mettere per scritto la multiforme minuzia di pensieri che si presentano a essa. Presto ascolto ai miei fantasmi perché debbo registrarli.
(Essais, II, XVIII)

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sono io stesso la materia del mio libro
(I am myself the matter of my book)

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C'è più da fare per convincere gli uomini della «debolezza della loro ragione»,[…], Apologie de Raimond Sebond

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La scrittura,  carne viva del nostro essere: i pensieri s'imprimono meglio ancora nella carta che sulla carne viva.

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Il più fruttuoso e naturale gioco della mente è la conversazione. La trovo più dolce che qualsiasi altra azione nella vita; e se fossi forzato a scegliere, penso perderei piuttosto la vista che l’udito e la voce.

(The most fruitful and natural play of the mind is conversation. I find it sweeter than any other action in life; and if I were forced to choose, I think I would rather lose my sight than my hearing and voice.)

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[…]ipsa felicitas, se nisi temperat, premit.
(Essais, II, XIX)

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Capita alle persone veramente sapienti quello che capita alle spighe di grano: si levano e alzano la testa dritta e fiera finché sono vuote, ma quando sono piene di chicchi cominciano a umiliarsi e ad abbassare il capo.