(1533-1592)
Noi siamo fatti tutti di pezzetti, e di
una tessitura così informe e bizzarra che ogni pezzo, ogni momento va per conto
suo. E c'è altrettanta differenza fra noi e noi stessi che fra noi e gli altri.
(Essais, vol. II, I)
*
[…]metter fuori dai piedi quel che abbiamo fra
le mani.
[…]Né sì né no nel cuor mi sa mai intero.
[…]voyez a quant
des bouts c’est un baston. (– la raison humaine)
[…]je ne te dit
pas de ne pas parler
[…]il più grande,
Estienne de la Boitie
(Essais, II, XVII)
*
[…]je n’ay pas
plus fait mon livre, que mon livre m’a faict.
[…]io non ho fatto il mio libro più di quanto
esso mi abbia fatto, libro consustanziale al suo autore, membro stesso della
mia vita. [...] Per poter dar corso alla mia fantasia di sbizzarrirsi seguendo
un qualche ordine e progetto, evitando di lasciarla dissiparsi al vento, non
c'è altro modo che dar corpo e mettere per scritto la multiforme minuzia di
pensieri che si presentano a essa. Presto ascolto ai miei fantasmi perché debbo
registrarli.
(Essais, II,
XVIII)
*
sono io stesso la materia del mio libro
(I
am myself the matter of my book)
*
C'è più da fare per convincere gli uomini
della «debolezza della loro ragione»,[…], Apologie de Raimond Sebond
*
La scrittura,
carne viva del nostro essere: i pensieri s'imprimono meglio ancora nella
carta che sulla carne viva.
*
Il più fruttuoso e
naturale gioco della mente è la conversazione. La trovo più dolce che qualsiasi
altra azione nella vita; e se fossi forzato a scegliere, penso perderei
piuttosto la vista che l’udito e la voce.
(The
most fruitful and natural play of the mind is conversation. I find it sweeter
than any other action in life; and if I were forced to choose, I think I would
rather lose my sight than my hearing and voice.)
*
[…]ipsa felicitas, se nisi temperat, premit.
(Essais, II, XIX)
*
Capita alle persone veramente sapienti quello che capita alle spighe di grano: si levano e alzano la testa dritta e fiera finché sono vuote, ma quando sono piene di chicchi cominciano a umiliarsi e ad abbassare il capo.

