Georgien 2008

Georgien 2008
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Autumn song / Canto d’autunno













Le foglie adesso a cumuli ricadono,
i fiori di chi cura non durano
chi cura è andato alle sue tombe
ma i passeggini vanno rotolando.

Bisbigliano i vicini a destra e a manca
limitano il nostro vero piacere,
abili mani obbligate a gelare
derelitte su ginocchi solinghi.

Subito dietro sulle nostre tracce
i morti a centinaia Ahi gridano,
le braccia tese rigide al rimprovero
in attitudini d’amore fittizie.

Nel bosco saccheggiato rinsecchiti
i nani corrono a cercarsi cibo,
i gufi e gli usignuoli sono muti,
e l’angelo non si farà vedere.

Nette, irragiungibili, di fronte
sorgono le Montagne dell’Invece,
dalle loro fresche cascate e fonte
nessuno potrà bere eccetto in sogno.





*

Another time / Un altro tempo







ph: Abbazia del boschetto





For us like any other fugitive,
Like the numberless flowers that cannot number 
And all the beasts that need not remember, 
It is today in which we live.

So many try to say Not Now, 
So many have forgotten how
To say I am, and would be
Lost, if they could, in history.

Bowing, for instance, with such old-world grace
To a proper flag in a proper place,
Muttering like ancients as they stump upstairs
Of mine and His or Ours and Theirs.

Just as if time were what they used to will
When it was gifted with possession still,
Just as if they were wrong
In no more wishing to belong.

No wonder then so many die or grief,
So many are so lonely as they die;
No one has yet believed or liked a lie,
Another time has other lives to live.






Per noi come per altri in fuga,
come per gli innumeri fiori che non sanno i numeri
e tutti gli animali cui non occorre ricordare,
è l’oggi che viviamo.

Tanti provano a dire Non Ora,
tanti hanno dimenticato come
dire Io sono, e sarebbero
persi, se potessero, nella storia.

Chinandosi per esempio, con grazia sì antiquata
a una bandiera giusta nel posto giusto,
mormorando come vecchi mentre salgono le scale
di Mio e Suo o di Nostro e Loro.

Proprio come se il tempo fosse quel che volevano
quando ancora era dato in dono e possesso,
proprio come se avessero torto
a non desiderare più d’appartenere.

Nessuna meraviglia allora se tanti muoiono o soffrono,
sono tanti così soli quando muoiono;
nessuno ancora ha creduto o gradito una bugia,
un altro tempo abbia altre vite da vivere.






















*