Georgien 2008

Georgien 2008

Iordanus Brunus Nolanus


Iordanus Brunus Nolanus
(1548 –1600)

Io sorgo impavido a solcare con l’ali l’immensità dello spazio, senza che il pregiudizio mi faccia arrestare contro le sfere celesti, la cui esistenza fu erroneamente dedotta da un falso principio, affinché fossimo come rinchiusi in un fittizio carcere ed il tutto fosse costretto entro adamantine muraglie. Ma per me migliore è la Mente che ha disperso ovunque quelle nubi.



da:

Candelaio
Academico di nulla Academia detto il Fastidio

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Ricordatevi, signora, di quel che credo che non bisogna insegnarvi: - Il tempo tutto toglie e tutto dà; ogni cosa si muta, nulla s'annihila; è un solo che non può mutarsi, un solo è eterno, e può perseverare eternamente uno, simile e medesmo. - Con questa filosofia l'animo mi s'aggrandisse, e me si magnifica l'intelletto. Però qualumque sii il punto di questa sera ch'aspetto, si la mutazione è vera, io che son ne la notte, aspetto il giorno, e quei che son nel giorno, aspettano la notte. Tutto quel ch'è, o è cqua o llà, o vicino o lungi, o adesso o poi, o presto o tardi. Godete dumque, e si possete state sana, et amate chi v'ama.
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L'autore, si voi lo conosceste, dirreste ch'have una fisionomia smarrita: par che sempre sii in contemplazione delle pene dell'inferno; par sii stato alla pressa come le barrette: un che ride sol per far comme fan gli altri; per il più lo vedrete fastidito, restio e bizarro: non si contenta di nulla, ritroso come un vecchio d'ottant'anni, fantastico com'un cane ch'ha ricevute mille spellicciate, pasciuto di cipolla.
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Considerate chi va chi viene, che si fa che si dice, come s'intende come si può intendere: che certo contemplando quest'azzioni e discorsi umani col senso d'Eraclito o di Democrito, arrete occasion di molto o ridere o piangere.
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e non lasciar passar un foglio di carta dove non appaia al meno una dizzionetta, un versetto, un concetto d'un peregrino carattere et idioma.
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in nome della benedetta coda de l'asino ch'adorano a Castello i Genoesi
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Che sorte di laccio è questa? di dui fa l'un incatenato a l'altro, e l'altro più che vento libero e sciolto.
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ché non siamo come le bestie ch'hanno il coito servile solamente per l'atto della generazione

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l'anima ti fu data sol per sale
a fin che non putissi: dico male?

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Concorsero molti: de quali, altri pigliandosi spasso altri attristandosi, altri piangendo altri ridendo, questi consigliando quelli sperando, altri facendo un viso altri un altro, altri questo linguaggio et altri quello, era veder insieme comedia e tragedia, e chi sonava a gloria e chi a mortoro. Di sorte che, chi volesse vedere come sta fatto il mondo, derebbe desiderare d'esservi stato presente.
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a chi non fa disonore, fa danno; et a chi non fa l'uno, fa l'uno e l'altro.
*
andate cercando il male come i medici
*


da:
 La cena delle ceneri


Bench’ad un uom che preggio ed onor brama,
di se stesso parlar molto sconvegna,
perché la lingua, ov’il cor teme ed ama,
non è nel suo parlar di fede degna;
l’esser altrui precon de la sua fama
pur qualche volta par che si convegna,
quando vien a parlar per un di dui:
per fuggir biasmo, o per giovar altrui.


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