Iordanus Brunus Nolanus
(1548 –1600)
Io
sorgo impavido a solcare con l’ali l’immensità dello spazio, senza che il
pregiudizio mi faccia arrestare contro le sfere celesti, la cui esistenza fu
erroneamente dedotta da un falso principio, affinché fossimo come rinchiusi in
un fittizio carcere ed il tutto fosse costretto entro adamantine muraglie. Ma
per me migliore è la Mente che ha disperso ovunque quelle nubi.
da:
Candelaio
Academico di nulla Academia
detto il Fastidio
*
Ricordatevi, signora, di
quel che credo che non bisogna insegnarvi: - Il tempo tutto toglie e tutto dà;
ogni cosa si muta, nulla s'annihila; è un solo che non può mutarsi, un solo è
eterno, e può perseverare eternamente uno, simile e medesmo. - Con questa
filosofia l'animo mi s'aggrandisse, e me si magnifica l'intelletto. Però
qualumque sii il punto di questa sera ch'aspetto, si la mutazione è vera, io
che son ne la notte, aspetto il giorno, e quei che son nel giorno, aspettano la
notte. Tutto quel ch'è, o è cqua o llà, o vicino o lungi, o adesso o poi, o
presto o tardi. Godete dumque, e si possete state sana, et amate chi v'ama.
*
L'autore, si voi lo
conosceste, dirreste ch'have una fisionomia smarrita: par che sempre sii in
contemplazione delle pene dell'inferno; par sii stato alla pressa come le
barrette: un che ride sol per far comme fan gli altri; per il più lo vedrete
fastidito, restio e bizarro: non si contenta di nulla, ritroso come un vecchio
d'ottant'anni, fantastico com'un cane ch'ha ricevute mille spellicciate,
pasciuto di cipolla.
*
Considerate chi va chi
viene, che si fa che si dice, come s'intende come si può intendere: che certo
contemplando quest'azzioni e discorsi umani col senso d'Eraclito o di
Democrito, arrete occasion di molto o ridere o piangere.
*
e non lasciar passar un foglio
di carta dove non appaia al meno una dizzionetta, un versetto, un concetto d'un
peregrino carattere et idioma.
*
in nome della benedetta
coda de l'asino ch'adorano a Castello i Genoesi
*
Che sorte di laccio è
questa? di dui fa l'un incatenato a l'altro, e l'altro più che vento libero e
sciolto.
*
ché non siamo come le
bestie ch'hanno il coito servile solamente per l'atto della generazione
*
l'anima ti fu data sol per sale
a fin che non putissi: dico male?
a fin che non putissi: dico male?
*
Concorsero molti: de quali,
altri pigliandosi spasso altri attristandosi, altri piangendo altri ridendo,
questi consigliando quelli sperando, altri facendo un viso altri un altro,
altri questo linguaggio et altri quello, era veder insieme comedia e tragedia,
e chi sonava a gloria e chi a mortoro. Di sorte che, chi volesse vedere come
sta fatto il mondo, derebbe desiderare d'esservi stato presente.
*
a chi non fa disonore, fa
danno; et a chi non fa l'uno, fa l'uno e l'altro.
*
andate cercando il male
come i medici
*
da:
La cena delle ceneri
Bench’ad un uom che
preggio ed onor brama,
di se stesso parlar
molto sconvegna,
perché la lingua,
ov’il cor teme ed ama,
non è nel suo parlar
di fede degna;
l’esser altrui
precon de la sua fama
pur qualche volta
par che si convegna,
quando vien a parlar
per un di dui:
per fuggir biasmo, o
per giovar altrui.
Nessun commento:
Posta un commento
here we are