Aforismi e travasi di bile
Non
preoccuparti della vita, perché comunque non puoi uscirne vivo.
La differenza tra il normale e l'anormale è questa qui: questa
sola: che il normale non ha coscienza, non ha nemmeno il sospetto metafisico,
dei suoi stati nevrotici o paranevrotici.
Le mie naturali tendenze, la mia infanzia, i miei sogni, le mie
speranze, il mio disinganno, sono quelli d'un romantico: di un romantico preso
a calci dal destino, e dunque dalla realtà.
Gli italiani generosissimi in tutto non sono generosi quando si tratta di pensare.
Se un'idea
è più moderna di un'altra è segno che non sono immortali né l'una né l'altra.
La lotta che io ho combattuto nella vita è stata terribile,
spossante; è stata atroce per la superiorità del nemico, che scherniva i miei
sforzi. Io ci ho lasciato l'anima e ormai non sono che un vegetale.
Le parole sono ancelle d'una Circe bagasciona, e tramutano in
bestia chi si lascia affascinare dal loro tintinnìo.
Le parole sacre, vedute le labbra dell'autore, ne rifuggono. Le
cose sacre, veduto il cuore dell'autore, vi si fermano.
La vita è stata per me un'immonda prigione: la mia giovinezza ...
una tenebrosa tempesta; e quello che sogliono chiamare il bene, è stato il muro
del carcere e la bontà della tomba.
La collettività subisce l'incanto non più del maestro, nel seno
delle arti e mestieri, ma d'un istrione millantatore.
L'io, io!…
il più lurido di tutti i pronomi!… I pronomi! Sono i pidocchi del pensiero.
L'attimo fuggiva, oh, che altro può fare un attimo?
L'attimo fuggiva, oh, che altro può fare un attimo?
Io ho voluto la guerra, per quel pochissimo che stava in me di volerla ... E in guerra ho passato alcune ore delle migliori di mia vita, di quelle che m'hanno dato oblio e compiuta immedesimazione del mio essere con la mia idea: questo, anche se trema la terra, si chiama felicità.
Sognare è un fiume profondo, che precipita a una lontana sorgiva, ripùllula nel mattino di verità.
Alcune favole
La penna disse al pennacchio: "A che sei buono, fanfarone?". Rispose il pennacchio: "A farti scrivere le mie lodi".
Il brontosauro opinava che il verbo brontolare l'avevano inventato per fargli rabbia. Questa favoletta ne dice: che il permaloso è debole opinante.
Un maniaco voleva comperare un libro. Dopo pochi minuti arrivò l'autolettiga della Croce Verde.
Uno scolaro vide un poeta: e si domandò atterrito: "Ma non
bastava l'Iliade?".
La scimmia, trovato un elmo da pompiere, se lo mise in testa. Ma
rimase al buio.
Il dinosauro, fuggito dal Museo, incontrò la lucertola che ancora non vi abitava. Disse: Oggi a me, domani a te.
Sul fascismo (e non solo)
Tutta la ventennale soperchieria è contraddistinta dai
caratteri estremi della scempietà, della criminalità puerile, della mancanza di
senso e di cultura storica ... una netta regressione ... verso una fase involutiva,
bugiarda, nata da imparaticci, frasi fatte, da un ateismo sostanziale che vuole
inorpellarsi di una spiritualità e religiosità meramente verbali ...
Su Dante
Nell'inferno dantesco si incontrano uomini che credevamo in
paradiso: e nel purgatorio, avviati al paradiso, uomini che credevamo
sicuramente all'inferno.
Su Foscolo
Nella poesia del Foscolo tutto si riduce a una ricerca onomastica
ellenizzante o comunque classica, a un macchinoso e inutile vocabolario: a una
sequenza d'immagini ritenute greche o marmorine, a un vagheggiamento di donne
di marmo in camicia, o preferibilmente senza, da lui dette vergini. Mi sa che
gli piacessero le quattordicenni: anche se in pratica, a scanso di grane, le
sue amanti ultraconiugate ne ebbero un po' più ...

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