Georgien 2008

Georgien 2008

Umberto Saba, Ernesto

Umberto Saba (1883-1957)

Ernesto 


- Cossa el ga? El xe stanco?
- No. Son rabiado.
- Con chi?
- Col paròn. Con quel strozin. Un fioreto e mezo per caricar e scaricar due cari.
- El ga ragion lei.
Questo dialogo (che riporto, come i seguenti, in dialetto; un dialetto un po' ammorbidito e con l'ortografia il più possibile italianizzata, nella speranza che il lettore - se questo racconto avrà mai un lettore - possa tradurlo da sé) si svolgeva a Trieste, negli ultimissimi anni dell'Ottocento. Gli interlocutori erano un uomo - un bracciante avventizio - ed un ragazzo. L'uomo era seduto su un mucchio di sacchi di farina, in un magazzino di Via... portava in testa un grande fazzoletto rosso, che gli scendeva giù dalle spalle (questo per proteggere il collo dallo strofinamento dei sacchi). Era un uomo giovane, sebbene apparisse - come notava Ernesto - un po' stanco; ed il suo aspetto aveva qualcosa di lontanamente zingaresco, ma di uno zingaresco molto attenuato, molto addomesticato. Ernesto era un ragazzo di sedici anni, praticante di commercio in una ditta che comperava farina dai grandi Mulini dell'Ungheria, e la rivendeva ai fornai della città.


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