L'assenza di
meraviglia è mancanza di vita. Inversamente, la ricettività estetica, l'essere
dotato di cuore non è altro se non l'essere immerso in un intensa meraviglia,
che consiste in una scossa di forza. Solo chi ha il cuore tutto alimentato da
quest'infinita forza rigenerante, solo chi è consueto alla pratica costante di
tale fruizione, solo egli e non altri è dotato, per eccellenza, di questa
capacità di meravigliarsi.
E questo meravigliarsi
c'è anche nel dolore. L'essenza del dolore non è in
effetti se non un meravigliarsi particolare, cagionato dall'assenza di ogni
speranza; ad esempio quando la gioia interiore, costituita di quella forza, che
ci dà un figlio o un'amante o un ricordo, o la vista di una cosa simile a noi,
o l'udire grida di aiuto o altro, si schiude tutta in una scossa e si pensa che
questo figlio o quest'amante non sarà mai più. Śiva risplende anche nel dolore.
Meravigliatevi.
Siate meraviglia.
Siate meraviglia.

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