Così la strada va, una volta,
e ancora andrà, per sempre.
In alcuni punti è franata, non importa,
si crea un sentiero più piccolo
che ricollega i punti.
Così la strada va fra le pietre, sola,
e sembra quasi scolpita
da uno scalpello attento,
e come una statua sta ferma
e ti guarda stupita.
E prima di una curva ha un’espressione
e dopo la curva un’altra.
In alcuni punti è franata, non importa,
si crea un sentiero più piccolo
che ricollega i punti.
Così la strada va fra le pietre, sola,
e sembra quasi scolpita
da uno scalpello attento,
e come una statua sta ferma
e ti guarda stupita.
E prima di una curva ha un’espressione
e dopo la curva un’altra.
Il fico sulla fortezza
ha vita molto precaria
perché quando faranno i restauri
sarà certamente tagliato.
Però sta tranquillo sotto la luce del sole
distendendo il suo ampio mantello
disuguale, incurante dell’estetica,
se ne frega di stare così in alto
non soffre di vertigini
si lascia accarezzare dalla luce e dalle brezze tiepide
sente la nebbia, sente gli uccelli
che parlottano tra i suoi rami.
ha vita molto precaria
perché quando faranno i restauri
sarà certamente tagliato.
Però sta tranquillo sotto la luce del sole
distendendo il suo ampio mantello
disuguale, incurante dell’estetica,
se ne frega di stare così in alto
non soffre di vertigini
si lascia accarezzare dalla luce e dalle brezze tiepide
sente la nebbia, sente gli uccelli
che parlottano tra i suoi rami.
Cara poesia, se tu vuoi venire vieni,
se non vuoi venire non vieni,
fa’ come fossi a casa tua,
con me devi fare così;
solo, non posso io non venire qui
monte, e non posso non ammirare le tue spalle
e non posso non respirare, qui, la tua aria
che mi nutre e senza la quale
non potrei vivere,
non posso non respirare i tuoi colori
che ti circondano, come vestiti
sempre diversi,
e sentire l’odore delle tue piante, e della tua terra,
e con la mano sentire calda
la tua pietra, come testa d’un bimbo.
se non vuoi venire non vieni,
fa’ come fossi a casa tua,
con me devi fare così;
solo, non posso io non venire qui
monte, e non posso non ammirare le tue spalle
e non posso non respirare, qui, la tua aria
che mi nutre e senza la quale
non potrei vivere,
non posso non respirare i tuoi colori
che ti circondano, come vestiti
sempre diversi,
e sentire l’odore delle tue piante, e della tua terra,
e con la mano sentire calda
la tua pietra, come testa d’un bimbo.
*****
Bisogna avere un cuore di ferro
come Ulisse, per vivere.
Penelope è davanti a noi e piange
e noi dobbiamo tacere, non possiamo dire niente,
non possiamo commuoverci.
È tutto così chiaro
eppure non possiamo rivelarci.
come Ulisse, per vivere.
Penelope è davanti a noi e piange
e noi dobbiamo tacere, non possiamo dire niente,
non possiamo commuoverci.
È tutto così chiaro
eppure non possiamo rivelarci.
*****
La citazione
«Dal mio piccolo punto di vista
vedo l’universo. Un rettangolino.
Il mio terrazzo. È la notte di maggio calda
e fresca, una brezza mite spira
che mi rinfresca dalla giornata afosa.
L’universo non credo sia tanto diverso
dal nostro mondo: dopo tanto pensare,
tanto meditare sono convinto non solo
che quel che sta sulla terra sia un po’ dovunque nel cielo
ma anche che quello che sta nel cielo
sta un po’ qua e là sulla terra.
Allora dico: non ci immaginiamo cose tanto strane
ma guardiamo quello che ci sta vicino,
lasciamoci ferire dalla sua bellezza
e nella sua sapienza riposiamo il cuore».
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