Georgien 2008

Georgien 2008

la sua amica luce




[...] come se l’Angelico, stavolta, volesse farsi lui stesso idiota, secondo il destino dei suoi poveri fratelli terrestri: per raccontare a se stesso, nella sua vecchiaia, la più bella storia della terra. Qua la sua amica luce gli ha sorriso con una specie di umorismo impareggiabile nel mantelluccio rosso del bambino in partenza verso l’Egitto; nelle ali di farfalla dell’arcangelo Gabriele; e nella carne del minuscolo infante che si porge, con le gambucce aperte, al sacerdote armato per la circoncisione. La sua compagna luce gli ha tinto d’indulgenza l’interrogatorio di Pilato; gli ha trasformato in una favola d’orchi la strage degli Innocenti, alla maniera d’una nonna che raccontasse una storia di spaventi a lieto fine; e per illuminargli l’Ultima Cena, gli ha tracciato un soffitto d’archi azzurri, come se quel piccolo refettorio dell’addio si trovasse situato in un’altra Gerusalemme, al di là delle Stelle Fisse.

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