Georgien 2008

Georgien 2008

Indifferenza attiva




AKTIVE INDIFFERENZ
Man gewöhnt sich nicht ans Ungewöhnliche. Deshalb heißt es so. Immer aber hat man mit den gewöhnlichsten Erwartungen zu tun. Deshalb insistiert Derrida auf der Sprengkraft des Ereignisses. Ein Ereignis findet statt, wenn die Erwartungen ins Leere laufen. Die Leere selbst ist ereignishaft. Sie reißt Löcher ins Erwartungsmuster und stört die gängigen Abläufe. Zur Erwartung gehört der Wunsch, die Zukunft auf ein gegenwärtiges Bild von ihr zu reduzieren. Sie ist reduktionistisch. Noch wenn sie Kontingenzoffenheit beteuert, erwartet sie Kontrollierbarkeit. Nichts scheut sie mehr als das Unerwartete wie Unerwartbare. Alles, was ist und passiert, wird auf ihr Wahrnehmungschema runtergebrochen. Das gilt für politische wie ästhetische Ereignisse. Der Bruch zum Beispiel mit dem etablierten Kunstverständnis muss verhindert oder verzögert werden. Zuletzt zelebriert sie eine Art Idylle. Ihr Ideal ist der Zaun und die Umzäunung. Sie verbindet sich mit Innerlichkeitsmetaphysik und dem Bedürfnis nach Sicherheit. Dabei gibt es keine Kunst, die zählt, die nichts täte als die an sie gerichteten Erwartungen zu befriedigen. Kunst ist nicht befriedigend. Sie markiert den Ausstieg aus der Logik der Satisfaktion. Ihre Erfahrung gleicht der der Ratlosigkeit. Sie erfordert eine neue Betrachtung der Lage und tauscht die Wahrnehmungsparameter aus. Immer bricht sie mit dem System etablierter Erwartungen. Indifferenz gegenüber kunstpolitischen Diktaten ist sicheres Indiz ihrer Resistenz und Singularität.



Non ci si abitua all'insolito. Per questo si chiama così. Si ha sempre a che fare invece, con le aspettative più comuni. Per questo Derrida insiste sulla potenza dell'evento. Un evento si verifica quando le aspettative pendono nel vuoto. Il vuoto è di per sé l'evento. Strappa buchi nel modello di aspettative e disturba i comuni processi. All'aspettativa appartiene il desiderio di ridurre il futuro ad un'immagine che se ne ha. Essa è riduttiva. Anche quando ci si picca di avvalorare apertura alla contingenza, si hanno aspettative di poter tenere tutto sotto controllo. Nulla fa più paura dell'imprevisto che l'imprevedibile. Tutto quello che è ed accade, viene riportato al proprio schema di percezione. Questo vale sia per gli eventi politici che estetici. La rottura ad esempio con una comprensione consolidata dell'arte deve essere impedita o ritardata. Da ultimo si celebra una sorta di idillio. Il suo ideale è la recinzione e l'atto di recingere. Esso si collega a metafisica dell'intimità e a bisogno di sicurezza. Invece non vi è arte che conti, non c'è niente come le rivolte per soddisfare le aspettative. L'arte non è soddisfacente. Essa segna l'abbandono della logica della soddisfazione. La sua esperienza è quella della perplessità. Essa richiede una nuova visione della situazione e scambia i parametri della percezione. Sempre rompe con il sistema consolidato di aspettative. L'indifferenza ai diktat politici è sicuro indizio della sua resistenza e singolarità.


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