AKTIVE
INDIFFERENZ
Man gewöhnt sich nicht ans Ungewöhnliche. Deshalb heißt es so.
Immer aber hat man mit den gewöhnlichsten Erwartungen zu tun. Deshalb
insistiert Derrida auf der Sprengkraft des Ereignisses. Ein Ereignis findet
statt, wenn die Erwartungen ins Leere laufen. Die Leere selbst ist
ereignishaft. Sie reißt Löcher ins Erwartungsmuster und stört die gängigen
Abläufe. Zur Erwartung gehört der Wunsch, die Zukunft auf ein gegenwärtiges
Bild von ihr zu reduzieren. Sie ist reduktionistisch. Noch wenn sie
Kontingenzoffenheit beteuert, erwartet sie Kontrollierbarkeit. Nichts scheut
sie mehr als das Unerwartete wie Unerwartbare. Alles, was ist und passiert,
wird auf ihr Wahrnehmungschema runtergebrochen. Das gilt für politische wie
ästhetische Ereignisse. Der Bruch zum Beispiel mit dem etablierten
Kunstverständnis muss verhindert oder verzögert werden. Zuletzt zelebriert sie
eine Art Idylle. Ihr Ideal ist der Zaun und die Umzäunung. Sie verbindet sich
mit Innerlichkeitsmetaphysik und dem Bedürfnis nach Sicherheit. Dabei gibt es
keine Kunst, die zählt, die nichts täte als die an sie gerichteten Erwartungen
zu befriedigen. Kunst ist nicht befriedigend. Sie markiert den Ausstieg aus der
Logik der Satisfaktion. Ihre Erfahrung gleicht der der Ratlosigkeit. Sie
erfordert eine neue Betrachtung der Lage und tauscht die Wahrnehmungsparameter
aus. Immer bricht sie mit dem System etablierter Erwartungen. Indifferenz
gegenüber kunstpolitischen Diktaten ist sicheres Indiz ihrer Resistenz und
Singularität.
Non
ci si abitua all'insolito. Per questo si chiama così. Si ha sempre a che
fare invece, con le aspettative più comuni. Per questo Derrida insiste sulla potenza
dell'evento. Un evento si verifica quando le aspettative pendono nel vuoto. Il
vuoto è di per sé l'evento. Strappa buchi nel modello di aspettative e disturba
i comuni processi. All'aspettativa appartiene il desiderio di ridurre il futuro
ad un'immagine che se ne ha. Essa è riduttiva. Anche quando ci si picca di avvalorare
apertura alla contingenza, si hanno aspettative di poter tenere tutto sotto
controllo. Nulla fa più paura dell'imprevisto che l'imprevedibile. Tutto
quello che è ed accade, viene riportato al proprio schema di percezione. Questo
vale sia per gli eventi politici che estetici. La rottura ad esempio con una
comprensione consolidata dell'arte deve essere impedita o ritardata. Da ultimo
si celebra una sorta di idillio. Il suo ideale è la recinzione e l'atto di
recingere. Esso si collega a metafisica dell'intimità e a bisogno di
sicurezza. Invece non vi è arte che conti, non c'è niente come le rivolte per
soddisfare le aspettative. L'arte non è soddisfacente. Essa segna l'abbandono
della logica della soddisfazione. La sua esperienza è quella della perplessità.
Essa richiede una nuova visione della situazione e scambia i parametri della
percezione. Sempre rompe con il sistema consolidato di aspettative.
L'indifferenza ai diktat politici è sicuro indizio della sua resistenza e
singolarità.
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