Georgien 2008

Georgien 2008

to change my state with kings ... (per modo di dire, se già sei Re!)










When, in disgrace with Fortune and men's eyes,
I all alone beweep my outcast state,
And trouble deaf heaven with my bootless cries,
And look upon myself and curse my fate,
Wishing me like to one more rich in hope,
Featured like him, like him with friends possessed,
Desiring this man's art, and that man's scope,
With what I most enjoy contented least,
Yet in these thoughts myself almost despising,
Haply I think on thee, and then my state,
Like to the lark at break of day arising,
From sullen earth sings hymns at heaven's gate
For thy sweet love remembered such wealth brings,
That then I scorn to change my state with kings.




Quando, con la Fortuna in disgrazia e con gli uomini,
il mio stato di pària lamento in solitudine
e ad un cielo che è sordo rivolgendomi invano
guardo a fondo me stesso e maledico il fato,
bramoso di esser simile a chi ha tanta speranza,
a questo per l’aspetto, a un altro per gli amici,
di uno invidiando l’arte, di uno le influenze,
insoddisfatto proprio di ciò che mi appagava,
e in tali sogni quasi disprezzando me stesso –
di colpo penso a te, e allora la mia anima,
simile ad un’allodola che voli nel mattino,
innalza dalla terra canti di paradiso;
poiché tanto il ricordo del tuo amore mi colma
che con quello di un re non cambierei il mio stato.



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