Georgien 2008

Georgien 2008

prova di voce. come d'acca muta




ph Alabastro inglese









(da Khayyam)

bevo vino soltanto nella gioia:
ora no, non perchè sia troppo avaro,
o la vergogna o l'ebbrezza mi affligga,
è che vicino a te soffia la noia.


*




non gli riesce niente,
a fare niente non gli è mai riuscito,
neanche l'inattivo agisce in lui,
per lui tutto è nel fare spento,
inoperoso agisce, annaspa a mezzo fare
e ride un poco, buono, non si tiene,
spisciancola di qua, di là,
sui muri adulti del dovere,
si direbbe, volendo definire
quel che non può finire,
definire per nulla,
il giorno s'alza, sbalza ogni pensiero,
da un luogo all'altro,
al margine dei fiori,
tiranneggia il possibile, lo tiene
in potenza, potentemente,
sbaglia sempre, fallisce,
ma non fallisce bene,
sempre si tiene al mezzo,
non sfinisce la tela,
a fare niente - bene non riesce,
non riesce all'inettitudine,
perché c'è sempre quel qualcosa
che un poco c'è, disamato ma c'è,
inconcluso ma vivo,
quindi sbadiglia e ride,
come un idiota vero, come il cielo,
i gigli del campo, vero, gli uccelli,
.......




da Passaggi di barbone



*



stacchi



(...)
a tagli. a tagli. secchi tocchi amari.
di quando tutto. tutto il sorto è tolto.
e non è più. nel campo. odori cari.
ciak si gira. il volto non risolto.
panoramicamente mi sorvolo.
in vento in nuvola. di soffio a volo.


(...)
ecco. l'addìo si spoglia di ogni addìo.
è qui. lo svela e taglia. a punta d'ago.
secca il tempo. uno scocco. stacca il mio.
dal tuo si svelle. l'acqua da ogni lago.
pelle si sguscia a tutto. priva nuda.
prova di voce. come d'acca muta.








*

( da flaiano a trinci )


"il fascismo, è il diabete di molti italiani,
... è una malattia del ricambio...",
è il rinvecchiarsi, meccanico, del nuovo,
il "nuovismo" rinsecchito in smania impotente:
è noi, da sempre,impolitici cultori del morente.




*




( umani sempre umani )


inattuale

...

penso parole che da tempo non dico
e mi separo dalle circostanze
dal fuoco oscuro delle rimembranze,
chiedo il divorzio alle vostre domande.




*



(umani resti umani)


l'incredulo

...

quando ti dicevo "non credo in niente
ma credo", mi guardavi ridente,
ma i credenti non ridono, dicevo,
e la mia parte incredula sorride
al tuo sapiente scetticismo insano
a quanto credo di sapere e no,
che con viva fermezza e vuota mente
vado portando, goffo, nel tuo mondo,
senza illusioni ma sostando in esse,
unica casa in me, che sono addio...
non vedo niente, ma vedo, mi dico,
vedo il vostro tormento intellettuale;
lieve, un po' cinico, normale, e sento
in me venire pianto e sangue d'animale.





*

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