Georgien 2008

Georgien 2008

hai spodestato il corpo e l'hai lasciato


ph salsel, Palazzi dei Rolli (via Luccoli)






(corpo alla deriva)



da quando, vita, ti sei mossa in me
hai spodestato il corpo e l'hai lasciato;
andava avanti vuoto di perchè
ignorando legioni di pensieri,
fronti di dubbi e di cogitazioni,
e di parole ed opere di ieri
hai popolato i miei deserti andati.



ora si lascia andare, lui: risorto in sé,
solo perduto senza alcun perchè.
corpo di tutti, senza appartenenza:
residuo muto, suono di preghiera,
fatale e stupido dono di terra
che guerra danna finché vita muore...
in lui vivendo, agonizzante agone,
finchè fiore si pianti senza amore.

*

stacchi

(...)

tocchi di te. l'amato. attacchi e stacchi.
di pieni di vuoti. residui moti.
d'io non c'è traccia. di me. che bivacchi.
lato a lato. preghiere senza voti.
risulta che c'è niente. ed oltre il tutto.
risibile, dal nichilo, il suo frutto.

*

(arietta)

senti l'istante; decidi che no,
non ti alzi e giaci con lei, la stanchezza.
acqua musica in me quel che non ho,
spartito che consumo in lieta brezza.
ha fiducia la notte nella notte
con quel canto, lontano, di silenzi,
con strade vuote e carri senza rotte.
in altro tempo avvolto, in altri sensi.

*

le chiacchiere aiutano a morire.
la gentilezza è muta. chiude rigida
in libro vento e vita, slanci ed ire.
mite, tempra i rigori e serra i fiori.
ogni vezzo costretto, ogni clamore
sconnesso e riconnesso ad ogni resto.
ed ogni tempo amando, a te devoto.
distrutto il lutto, in te vivendo frutto.


*

(infero)

sabba. i corpi a gruppi. l'uno sull'altro.
uno sull'unico. compatti e curvi.
plurisingolari in massa, dell'altro.
e non c'è fine che metta a finire,
una volta. per tutte. senza indurvi
di tentazione in tentazione tantrica.
frinire grilla strepitata in ire.
moto a vuoto immobile di plastica.
rabbia denti si strappa pelle a pelle.
urli percosse tossi. colpi addosso.
feritoie di teste. contro l'altro.
l'uno. l'altro contuso. agita l'uso.
le teste vuote. i morti contro i torti.
l'altro in uso. in millesimo confuso.

*

(...)

d'avere lui con lui ( la dolce presa
sente nel corpo – a tu per tu – per sempre,
come intontito dai gerghi d'offesa,
trovato il nudo tempo, dirimente )
...la fine resa.

*

(...)

non altra, te. o forse tutte, d'altre
in te. scavate nella carne, in luogo.
quella in questa s'incurva e fanno scaltre
carole e danze d'una in altra pelle.
ed altra ancora sguscia, sfatta in sé,
da fuor di sé, essudata, poro e stelle,
ridona te di me, mentre si sbatte
tutto ribatte in forma di parola,
in gola in collo in pancia in altra fola,
furono tutte in te, tu sola tutto,
corale cuore e cuoio corporale.
frutto di frutto, a cui, sola, appartieni,
sappi che sei, non io che sono, e sale
il dissoluto d'osso che incateni.

*

(pedagogico)

“... ed è la tua manchevolezza a produrre
realtà su realtà; eretico d'eresie consolidate,
sempre più il misfatto a partorire fatti
su fatti, ti trema e trama la tua rete.
… è quel che perdi
che di troppo ti cresce e che ne avanza”
così parlavi in me, ma distogliendo
me stesso dall'eccesso della mente;
mi convincevi a prendere il mio tutto
illudendo il lutto di quel vasto mare
che da lontano splende di chiarezza
e da vicino offende...poi sparivi,
mio dolce pedagogo, austero padre:
e non voglio più che in cielo, camminare.

*

genealogie

...

dentro me te – mietendo – in uno dividuo
da fondo, il fiato che mi prendi per scrittura
non più non più con me, comunicando cieli,
me sequestrando nel tuo cifro
impudico letterario, tu petrarchi pratizzando,
come d'ombre beatrici, muse morte fantasmatiche,
dentro te quel me, che va sfacendo quando fatto,
in verbo carne senza più quel nervo, che ne eccede,
al fianco che rimane, accanto me, con vana pièta -
quella notte ch' è notte, dall'inizio da sempre,
mi premesti quel dente fitto detto, conclamato,
carni così, vocabolarizzate in codici che fradici,
colano scritti in detti e croci cotte, qui dentro
perizie di periti e di sofferti, noi due non soli,
mi vuoi perdere, d'avermi, mente a mente – smentendo.

...

io non sono ma anche sono, con me non sono,
con te neanche, pure. ma anche sì, provengo,
mi destino e sono. pure. rimavo tutto e lutto
in connessione di dissesto che attraverso.
verso ritmo metro di tegola sul capo, regola
di rigo in rigo, rigorosa pietra, ed anche suono
che viene da sapienza, qual mi sono senza sapere,
e so, so ben io che vano è questo, rigoverso,
cinemetrico sconquasso e sangue guasto -
dentro di te c'è me, ma io rimango e sto, non son
tua musa, né la mia, ben chiaro, non mi schiavo
senza saper mio domino, signore e servo, nervo,
senza saver la volta della storia, il c'era c'era...
tua scusa mia, tua porta senza entrata, dimidiata,
vento avere di te fusa con me, d'amore o d'altro inerte.

*

duetti

(...)

tutto addìo delle cose. senza addìo.
lascia tutto lasciare. che ronzio.
tieni le rose. stringiti più mio.
tieni la testa in te...spingi l'oblio.










*

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