ph: TroveRete, "e caddi come corpo morto cade"
Finché uno scrittore si limita a riferire avvenimenti o a delineare le lievi oscillazioni di una coscienza, possiamo supporlo onnisciente, possiamo confonderlo con l' universo o con Dio; non appena si abbassa a ragionare, lo sappiamo fallibile.
La realtà procede per fatti, non per ragionamenti; tolleriamo che Dio affermi
“Io sono colui che sono", non che dichiari e analizzi, come Hegel o Anselmo, l’argumentum ontologicum.
Dio non deve teologizzare; lo scrittore non deve infirmare con ragioni umane la momentanea fede che esige da noi l'arte.
C'è un altro motivo: l'autore che mostra avversione per un personaggio sembra non capirlo pienamente, sembra confessare che questi non è inevitabile ai suoi occhi..
Diffidiamo della sua intelligenza, come diffideremmo dell'intelligenza di un Dio che conservasse cieli e inferni.
Altre inquisizioni
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