ph: Claudia Bovero
È strano, mamma. Anche senza vedere, ascoltare, annusare e gustare, tutto sembra più fresco, più vivo. Sento il ruvido attrito degli pneumatici quando sfiorano l’asfalto, l’impercettibile risonanza dei suoi passi quando lui apre la porta d’ingresso e viene verso di me, l’aria satura di pioggia che si gonfia di fertili sogni, la grigia penombra dell’alba. Sento spuntare boccioli e schiudersi petali in luoghi vicini e lontani, le larve uscire dal bozzolo, cani e gatti partorire i loro cuccioli, il tremulo altalenare del battito cardiaco del vecchio nel palazzo accanto, gli spinaci che sbollentano in una casseruola nella cucina al piano di sopra, un mazzo di crisantemi recisi che vengono messi in un vaso accanto al grammofono nell’appartamento di sotto. Giorno o notte, le stelle descrivono una quieta parabola, e ogni volta che sorge il sole i sicomori lungo la strada curvano i loro corpi bramosi verso oriente. Anche il mio corpo risponde allo stesso modo. Riesci a capire? Presto, lo so, perderò anche la capacità di pensare, ma sto bene. È da tanto tempo ormai che sognavo questo, poter vivere solo di vento, sole e acqua.
Han Kang, Convalescenza
traduzione di Milena Zemira Ciccimarra, Milano, Adelphi, 2019.
Lettura di Karl Esse: https://youtu.be/k973NKXQSbstraduzione di Milena Zemira Ciccimarra, Milano, Adelphi, 2019.

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