ph: museo Charlie Chaplin
Nome, cognome
Dedicato alle Scarpe di Van Gogh
Siamo un nome e un cognome,
siamo un paio di scarpe devote
sempre a disposizione di una persona.
Appena nasce,
ci mettono a lui:
prima un cognome e poi un nome,
di modo che possa deambulare la terra,
passare i confini,
mettere piede nello sporco
e passeggiare sul tappeto rosso
mentre suona la musica cerimoniale…
non fosse per noi che non possiamo stare a lungo nello stesso posto
non saprebbe fare un solo passo
e non riuscirebbe a dire riguardo ai sentimenti
a un altro paio di scarpe
e non potrebbe peccare e
poi confessarsi.
In breve, non potrebbe affatto vivere…
Naturalmente diventiamo vecchie e sciupate
Ma non scompariamo mai.
Se pure quello a cui apparteniamo
ci getta a volte via e
prende un paio lucido al nostro posto
o solo una del paio.
Per esempio:
Kostrowicki al posto di Apollinaire,
Kvirkvelia al posto di Graneli,
Spencer invece di Chaplin,
Samuel Clemens invece di Mark Twain.
Quando le donne si sposano
spesso cominciano a indossare uno degli stivali del marito
e non rimane niente a noi se non mentire/stare – in obbedienza e
coperte di polvere – nel retro del guardaroba
con poca speranza di venir ricordate…
Ma in genere restiamo con loro fino alla fine
e perfino quando coloro cui apparteniamo scompaiono
restiamo noi qui a questo mondo come prova
della loro passata esistenza.
Non possiamo più muoverci ma mostrare alla nuova generazione
dove e per qual ragione essi cui appartenemmo,
solevano andare…
Sembrano a volte avere una sola gamba:
Shota, Ilia, Akaki, Vazha, Galaktion…
Ogni volta che chi viene dopo trova
una sola di due scarpe e prova a lucidarla…
Questo è.
Siamo un nome e cognome
e proviamo a descrivere in breve il nostro essere
che in genere è esattamente quel che abbiamo detto.
E – siccome nulla dura per sempre –
prima o poi ci getteranno via per l’ultima volta
e chissà, forse dopo che così avverrà
tutti potranno vedere la persona che
portammo in giro per il mondo
esattamente per quello che era…
versione dalla traduzione inglese di Anna Grig
*

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