TroveRete
Vorrei l’A.P.E. (sigla e ronzante e a motore)
id est Aprirsi a Provare Emozioni.
Non occorre rifiutarsi le brutte se sai che non soccombi.
C’é sempre l’altra faccia della medaglia.
*
Guardo la nube e passa.
La soglia invoglia,
si è accesa un’altra stella.
*
Dallo specchio di un tornante qualunque,
gioiello dei bei tempi andati, Genova.
*
Son qua - che guardo con trepidazione
alla prossima mia erculea fatica
da nonna che di bisnonna ha l’età.
*
Sperate, se no mordete il freno,
continua la vita fino alla fine.
Se fede occorre, l’inizio redime.
Ma canta la carità quanto tremo.
Guardate gli uccelli del cielo ed i gigli
di mare bianchi, le spume di onde.
Chi sente sete e assapora le ombre,
sa di esser vivo e di chi siamo figli.
*
Fra due cipressi e una rosa ha tessuto
il ragno l’enorme esile tela.
E’ fragile quel che abbiamo vissuto
eppure un vento gonfia la vela.
*
Tante cose ho messo a posto ma dove
sono troppe per poterlo sapere.
*
Un virus ci cambia o toglie la vita.
Il fato necessità naturale?
I morti selezionati? banale;
ma l’anima non si sente atterrita.
*
Di maschere ce ne sono peggiori;
pesanti antigas in guerre irrorate,
leggere pirandelliane, le facce
le vede chi dal naso fiuta odori.
*
Saperi di chi coltiva trasmessi
in pratica - con le mani le messi.
Reciproco accordo salva la terra
prolifica generosa favella.
*
Ma l’uomo che ti sorride di cuore,
violenta alimenta la rabbia nel retro.
Non si vede dalla parte del vetro
la gioia che vive insieme al furore.
Riflessi abbaglianti celano agli occhi
le immagini che vedrebbe fumose
un bocciolo non avezzo alle cose
nei prati all’umidità e ai ranocchi.
*

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