Georgien 2008

Georgien 2008

Pan d'emìa

 

TroveRete







Vorrei l’A.P.E. (sigla e ronzante e a motore)

id est Aprirsi a Provare Emozioni. 

Non occorre rifiutarsi le brutte se sai che non soccombi. 

C’é sempre l’altra faccia della medaglia.



*



Guardo la nube e passa.

La soglia invoglia,

si è accesa un’altra stella.



*



Dallo specchio di un tornante qualunque,

gioiello dei bei tempi andati, Genova.



*



Son qua - che guardo con trepidazione

alla prossima mia erculea fatica

da nonna che di bisnonna ha l’età.



*



Sperate, se no mordete il freno,

continua la vita fino alla fine.

Se fede occorre, l’inizio redime.

Ma canta la carità quanto tremo.


Guardate gli uccelli del cielo ed i gigli

di mare bianchi, le spume di onde.

Chi sente sete e assapora le ombre,

sa di esser vivo e di chi siamo figli.



*



Fra due cipressi e una rosa ha tessuto

il ragno l’enorme esile tela.

E’ fragile quel che abbiamo vissuto

eppure un vento gonfia la vela.


*


Tante cose ho messo a posto ma dove

sono troppe per poterlo sapere.



*



Un virus ci cambia o toglie la vita.

Il fato necessità naturale?

I morti selezionati? banale;

ma l’anima non si sente atterrita.



*



Di maschere ce ne sono peggiori;

pesanti antigas in guerre irrorate,

leggere pirandelliane, le facce

le vede chi dal naso fiuta odori.



*



Saperi di chi coltiva trasmessi

in pratica - con le mani le messi.

Reciproco accordo salva la terra

prolifica generosa favella.



*



Ma l’uomo che ti sorride di cuore,

violenta alimenta la rabbia nel retro.

Non si vede dalla parte del vetro

la gioia che vive insieme al furore.


Riflessi abbaglianti celano agli occhi

le immagini che vedrebbe fumose

un bocciolo non avezzo alle cose

nei prati all’umidità e ai ranocchi.











*

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