Mechtild von Magdeburg
XII
sec.
Das fließende
Licht der Gottheit
Dieses Buch sende
ich nun als Boten allen
geistlichen
Leuten, beiden: bösen und guten. Es ist
nur ein Bild
meiner selber und sagt hold mein
Heimlichstes aus.
Man soll es freundlich annehmen: Gott selber
spricht die Worte.
Eya, Herr!
Gott! Wer hat dieses Buch
gemacht? - Ich, die ich
von der Gnade, so
mir verliehen ward, nicht schweigen konnte,
habe es gemacht in
meiner Unmacht. Ich kann und will nicht
schreiben, aber
ich sehe das Herrliche mit den Augen meiner
Seele und höre es
mit den Ohren meines ewigen Geistes und
fühle in allen
Gliedern meines Leibes die Kraft des heiligen
Geistes.
Eya, Herr! wie
soll es, Dich zu ehren, heißen, dieses Buch? - Es
soll heißen: Ein
Fließendes Licht Meiner Gottheit, entbrannt in
allen reinen
Herzen.
La luce fluente della Divinità
La luce fluente della Divinità
Questo libro mando
ora messaggero a tutta la gente spirituale, ambedue: cattivi e buoni. E’ solo
un’immagine di me e dice santa testimonianza di quel che ho di più nascosto. Bisogna
accoglierlo amichevolmente: Dio stesso dice le parole.
Eya, Signore! Dio! Chi
ha fatto questo libro? – io, che della Grazia, come mi fu prestata, non potei
tacere, lo feci nella mia impotenza.
Non so né voglio
scrivere, ma vedo la Maestosità con gli occhi della mia anima e l’ascolto con
le orecchie del mio eterno spirito e sento in tutte le membra del mio corpo la
forza dello spirito santo.
Eya, Signore! Come deve
chiamarsi, per onorarTi, questo libro? – deve chiamarsi: Una luce fluente della
mia Divinità, marchiata a fuoco in ogni
cuore puro.
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