Sant'Agostino
(354-430)
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Magnus es, domine, et laudabilis valde: magna virtus tua et sapientiae tuae non est numerus.
et laudare te vult homo, aliqua portio creaturae
tuae, et homo circumferens mortalitatem suam, circumferens testimonium
peccati sui et testimonium, quia superbis resistis.
et tamen laudare te vult homo, aliqua portio
craturae tuae, tu exicitas, ut laudare te delected, quia fecisti nos ad te et
inquietum est cor nostrum, donec requiescat in te, da mihi, domine, scire et
intellegere, utrum sit prius invocare te an laudare te et scire te prius sit
an invocare te.
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Grande sei , o Signore, degno di somma lode; grande è la tua potenza, senza limiti la tua sapienza.
L'uomo vuol cantare le tue
lodi, l'uomo, particella della tua creazione, che porta seco il peso della
sua natura mortale, del suo peccato, la certezza che Tu resisti ai superbi.
Eppure l'uomo, particella della tua creazione, vuol cantare le tue lodi. Tu
lo sproni, affinché gusti la gioia del lodarti, poiché ci hai creati per Te e
il nostro cuore non ha pace fino a che non riposi in Te. Dammi grazia, o
Signore, di conoscere appieno se prima ti si debba invocare o lodare; se la
conoscenza di Te debba precedere l'invocazione.
(Traduzione: Carlo Vitali) |
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