1923- 2014
NG: Beh… Non è che mi sia improvvisamente unita a
un partito politico, infatti all’epoca non c’era alcun partito che avrebbe
potuto soddisfare questo mio risveglio, ma pian piano ho cominciato a guardare
con occhi nuovi al mondo in cui vivevo, in cui ero cresciuta e come viveva la
popolazione bianca – Io sono cresciuta in un piccolo paese minerario fino ai
miei 20, 21 anni, e sono andata, piuttosto tardivamente all’Università di
Johannesburg. Non avevo mai incontrato dei neri che avessero gli stessi miei
interessi e che … avessero il mio stesso livello di formazione. Neri con cui
potevo parlare da simili, allo stesso livello. Da bimba avevo sempre presunto
che i neri erano così diversi da noi. I bambini neri non andavano alle stesse
scuole dei bimbi bianchi. Io andavo a una scuola di convento, dove non c’erano
bambini neri. I neri vivevano in zone periferiche, non potevano utilizzare la
biblioteca e non potevano andare al cinema, e quindi da bambino o bambina si
tende ad adottare le attitudini e i valori dei propri genitori. Io supponevo
che questa cosa fosse del tutto naturale.
PP: Da Sudafricana bianca che si oppone
all’Apartheid, come vorresti che il cambiamento politico avvenisse in
Sudafrica?
NG: Beh, in realtà vorrei che avvenisse in modo
pacifico ma ormai si parla già del passato poiché sta già capitando proprio ora
e non è per niente pacifico. Come dice il Vescovo Desmond Tutu, l’unica speranza
è di limitare la violenza. Pensiamo ai 14 anni di guerra in Zimbabwe. Oggi se
si cammina per le strade di Harare si vedono persone a spasso, una con un
braccio amputato, un’altra con una gamba distrutta, e poi tutta la distruzione
nelle campagne limitrofe. E mi chiedo: veramente non possiamo imparare qualcosa
da questo?
PP: Ma questi mutamenti di cui si legge, come
l’eliminazione dei “Pass” (libretto d’identità che neri in Sudafrica dovevano
avere con sé sempre per evitare di finire in galera) e vari altri cambiamenti
che stanno arrivando molto lentamente…?
NG: Occhio però, bisogna guardare bene il
dettaglio. Per quanto riguarda la legge contro l’immoralità, beh, nessun
problema. Prima di tutto interessa circa 1% della popolazione, ma poi, dove
andrai a vivere? Diciamo che tu hai una moglie nera o io un marito nero e ora
che questo non è più illegale, non finiremmo in galera per esser andati a letto
con tua moglie o mio marito, però tu non potrai venire ad abitare accanto a me
con la tua moglie nera dato che la mia zona è esclusivamente dei bianchi e il
marito nero non potrà andare a vivere a Soweto con la sposa bianca perche
quella è una zona dei neri. Quindi, vedi che quando incominci a smantellare
l’Apartheid scopri un enorme groviglio. E poi, per quanto riguarda le leggi sui
“Pass”, questa è una cosa che tutti attendevano da molto tempo, ma anche qui la
storia è molto complicata. Siccome le leggi sui “Pass” sono state revocate, ciò
significa che tu hai la libertà di andare dove vuoi. Quindi tu dici “Bene, ora
che non ho più un “pass” che dice che devo lavorare solo a Johannesburg, io
voglio andare a Durban, quindi vado”, ma non puoi andare a Durban finché non
dimostri che hai un posto di residenza. E se sei nero… Io che sono bianca posso
andare a vivere dove mi pare. Quindi non è tutto bello come sembra. È un
cambiamento molto lento.
PP: Si, però non se guardiamo l’America, non pensi
che ancora negli anni 60 anche lì c’erano problemi molto simili a quelli del
Sudafrica, basta pensare a libri come “To Kill a Mockingbird…”
NG: Beh, senz’altro.
PP: … e tutti quei libri magnifici che raccontano
del Sud, che hanno entusiasmato tanta gente. La situazione lì era molto simile
ma penso che oggi, dopo non tantissimi anni, le cose si sono più o meno tranquillizzate,
anche se ancora oggi hanno dei problemi in America …
NG: Beh, si, ma vedi, in America c’erano due
differenze enormi. La prima è che nella maggior parte degli stati, se tu volevi
diritti uguali per i neri, la legge era dalla tua parte. Tu imponevi la legge e
quindi dovevi contrastare l’ingiustizia. In Sudafrica invece, se i neri
vogliono l’uguaglianza, o se tu la vuoi per loro, sei latitante perche stai
sfidando la legge. Questa è una differenza enorme e poi, in America i neri sono
la minoranza mentre qui la situazione è opposta: quattro milioni e mezzo di
bianchi su una popolazione totale di circa 30 milioni…
PP: Tante persone fuori dal Sudafrica non
capiscono le complessità del sistema tribale in Sudafrica – per esempio, in
Zimbabwe c’è stato parecchio spargimento di sangue tra le varie tribù. Pensi
che la stessa cosa potrebbe capitare anche in Sudafrica?
NG: No.
PP: O sta già capitando?
NG: Vedi, qui in Sudafrica la questione delle
differenze tribali sono una cosa che le persone fuori, - l’occidente, gli
occidendali, i governi che sostengono il governo Sudafricano, sia pubblicamente
sia di nascosto - enfatizzano. Qui in Sudafrica, negli ultimi 60 il sistema
tribale è stato eroso dall’industrializzazione. È stata una cosa veramente
dura. La crescita veloce dei centri industriali ha portato tanti lavoratori di
diverse tribù ovunque, vivendo assieme in ghetti. Pensa, solo a Soweto ci sono
ben più di un milione di persone e Soweto è solo una delle zone dei neri, e
queste persone vengono da tante tribù diverse.
C’è solo un pericolo, che è la zona del KwaZulu. Zona con un’alta concentrazione di persone provenienti dal “Zululand” (la terra degli Zulu). Questo posto ora è governato Mangosuthu Buthelezi, amato da tanti occidentali che lo considerano un moderato…
C’è solo un pericolo, che è la zona del KwaZulu. Zona con un’alta concentrazione di persone provenienti dal “Zululand” (la terra degli Zulu). Questo posto ora è governato Mangosuthu Buthelezi, amato da tanti occidentali che lo considerano un moderato…
PP: Ma lui è veramente un moderato?
NG: E’ un leader nero. Ma penso che rappresenti un
grande pericolo perché, anche se non ha ottenuto l’indipendenza totale, ha
comunque una sua base in quella zona, con un proprio esercito che spesso
aggredisce chiunque non segua e non sostiene Buthelezi. Quando arriverà il
cambiamento, e sicuramente arriverà, non so se lui sarà disposto a far parte di
un Paese unito o se forse vorrà piuttosto mantenere la sua base di potere.
PP: Si dice che sia Stephen Boesak sia Mandela
siano tuoi amici personali. Il nome di Mandela è spesso suggerito come il
candidato eccellente per introdurre il governo maggioritario in Sudafrica, ma
certi osservatori hanno cinicamente suggerito che il più grande contributo che
lui potrebbe dare al movimento di liberazione sarebbe di restare in carcere
perche così sarebbe per loro il punto focale. Prima cosa, pensi che il governo
potrebbe scarcerarlo e seconda cosa, cosa pensi che succederà se dovessero
scarcerarlo?
NG: Beh, vorrei prima commentare ciò che hai detto
poco fa. Penso che era vero forse fino a un anno, un anno e mezzo fa. Purtroppo
per lui, il più grande contributo di Nelson Mandela alla cause è che ha
sacrificato la sua vita per diventare quel punto focale in carcere. Ma penso
che ora non è più cosi. Ed è molto importante che lui esca dal carcere. E’ di
vitale importanza.
PP: Pensi che questo accadrà mai?
NG:. Beh, comincio a pensare che ciò non avverrà.
Penso che il governo Sudafricano abbia tentato in tutti i modi, senza successo,
di dividere la leadership del A.N.C. Se hai seguito i vari dibattiti e discorsi
tenuti recentemente, avrai sicuramente colto le ipotesi che all’interno del
A.N.C. ci sono due fazioni diverse. Una è la fazione comunista e l’altra è la
fazione “più moderata” e penso che la cosa che il governo avrebbe voluto fare è
rilasciare Mandela senza rilasciare tutti gli altri insieme a lui. Ma ora
Mandela non accetterà di uscire…
PP: Se gli altri non vengono rilasciati con lui…
NG: … I suoi compagni, sì. Vedi, lui non
accetterebbe mai un simile trattamento perche vuole mantenere unità all’interno
del movimento, ma è comunque molto importante che lui esca dal carcere, vista
l’insurrezione che sta avvenendo ora in Sudafrica. C’è il rischio che i giovani
si stiano abituando a dirigere una propria campagna di liberazione, il che è
una cosa veramente pericolosa. Molti di questi giovani sono andati a scuola per
un solo mese nell’ultimo anno, e quando parlo di “scuola” intendo tutti e
quattro i livelli scolastici dove ci sono alunni di ventuno o ventidue anni che
non hanno potuto permettersi di andare a scuola in modo continuo come noi.
PP: Quindi non esiste regolarità scolastica per
bambini neri?
NG: No, e penso che ci sia la necessità di avere
una figura centrale, non solo quella di Mandela ma anche quella di altri, per
dirigere queste energie. Perché esiste il pericolo che i giovani si abituino ad
avere questo potere che hanno conquistato, tanto da non poterli più
controllare. Potrebbe diventare un problema dopo l’arrivo del governo
maggioritario, e per di più, la cosa più importante è che non ci sia uno
spargimento di sangue. Quindi secondo me solo la presenza di Mandela e dei suoi
tenenti potrebbe disinnescare questo tipo di pericolo. Però il governo dovrebbe
prima metter fine alla propria violenza. Il governo dice sempre che Mandela
deve rinunciare alla violenza, ma a sua volta il governo non offre di
rinunciare alla sua violenza.
PP: Che futuro vedi tu per i bianchi in Sudafrica
con un governo maggioritario?
NG: Dipende interamente dai bianchi. Se ci sarà un
governo maggioritario in Sudafrica, la maggiore parte dei neri voteranno per
l’African National Congress e l’A.N.C non è e non è mai stato un partito
anti-bianchi e neppure visualizza un Sudafrica senza la popolazione di bianchi.
Ha sempre fatto di tutto, quasi arrivando all’estremo, rischiando un attacco
dai neri separatisti, per mantenere i rapporti con i bianchi. Ci sono sempre
stati dei bianchi nella gerarchia direttiva del partito, in ruoli piuttosto
elevati. Il partito ha sempre collaborato con i bianchi e non c’è alcuna
possibilità che i bianchi vengano cacciati dal Paese se l’A.N.C sarà destinata
a essere la forza di governo in Sudafrica.
Io penso che se tu sei bianco, allora dove stai? Vuoi far parte di un gruppo separatista bianco con protezioni speciali, o vuoi piuttosto essere un Africano con la pelle bianca? Io penso che il futuro per i bianchi sarà di essere africani bianchi. Bisogna sinceramente accettare il fatto che questo è ed è sempre stato un Paese nero, con una maggioranza di neri e che si dovrà imparare a vivere con una leadership nera. Fino ad ora i bianchi sono stati abituati a gestire tutto, decidere tutto e avere tutto per se stessi, come se il paese fosse un enorme “country club”.
Io penso che se tu sei bianco, allora dove stai? Vuoi far parte di un gruppo separatista bianco con protezioni speciali, o vuoi piuttosto essere un Africano con la pelle bianca? Io penso che il futuro per i bianchi sarà di essere africani bianchi. Bisogna sinceramente accettare il fatto che questo è ed è sempre stato un Paese nero, con una maggioranza di neri e che si dovrà imparare a vivere con una leadership nera. Fino ad ora i bianchi sono stati abituati a gestire tutto, decidere tutto e avere tutto per se stessi, come se il paese fosse un enorme “country club”.
ADDENDUM:
Nelson Mandela fu il primo Presidente nero del Sudafrica (1994–99). I suoi negoziati con il Presidente Sudafricano in carica, F.W. De Klerk nei primi anni ’90 contribuì a eliminare il sistema di apartheid, cioè la segregazione del paese a base razziale e l’inaugurazione di una transizione pacifica a un governo maggioritario.

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