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[...] il barocco è il sistema dei contrasti, ma non risolti; senza dialettica: è proprio il coesistere del sí e del no, una ‘follia ragionevole’; non può dunque tendere ad una soluzione, e gli è estraneo l’ottimismo romantico; ma neppure è pessimista: è piuttosto tragico, e vitale: troppo attento alla robustezza dei suoi contrasti, per accordarsi tregua.
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Aver ragione" è la naturale vocazione della follia.
La letteratura come menzogna
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Ecco, le parole... è molto difficile riuscire ad adoperare le parole... cioè, è come orchestrare."
La penombra mentale
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Tutto gli è estraneo in quella casa, eccetto l’assenza. L’assenza è talmente importante, che potrebbe rinunciare a tutto ciò che rende la sua vita tollerabile – sebbene tollerabile non sia – pur di non assentarsi dell’assenza.
Otto
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Aver ragione" è la naturale vocazione della follia.
La letteratura come menzogna
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Ecco, le parole... è molto difficile riuscire ad adoperare le parole... cioè, è come orchestrare."
La penombra mentale
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Tutto gli è estraneo in quella casa, eccetto l’assenza. L’assenza è talmente importante, che potrebbe rinunciare a tutto ciò che rende la sua vita tollerabile – sebbene tollerabile non sia – pur di non assentarsi dell’assenza.
Otto
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Come accade ai testimoni, lo scrittore «non sa» : ma il suo è un modo altamente specifico di non sapere. Ignora totalmente il senso del linguaggio in cui è coinvolto, donde la sua potenza, la sua capacità di viverlo come magma, coacervo di impossibili, falsi, menzogne, illusionismi, giochi e cerimonie. E tuttavia è anche un uomo che duramente opera su una materia ostile ed ostinata. Con il linguaggio, definitivo ed illusorio, instabile ed aggressivo, deve costruire un oggetto la cui compatta, dura perfezione chiuda una dinamica ambiguità.
La letteratura come menzogna

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