Non pretenda da me





Non pretenda da me che sia sincero, Milena. Nessuno lo può pretendere più di me stesso, eppure molte cose mi sfuggono, sì, forse tutto mi sfugge. Ma l’incoraggiamento in questa caccia non m’incoraggia, anzi, al contrario, non sono più in grado di fare un passo, a un tratto ogni cosa diventa menzogna e gli inseguiti strozzano il cacciatore. 
Sono incamminato per una via molto pericolosa, Milena. Lei sta ritta accanto a un albero, giovane, bella, il lampo dei Suoi occhi abbatte il dolore del mondo. […] io striscio nell’ombra da un albero all’altro, mi sto spostando,
Lei mi manda una voce, m’indica i pericoli, vuole farmi coraggio, si spaventa al mio passo incerto, mi rammenta (a me!) la serietà del giuoco – io non posso, cado, sono già a terra. Non posso udire le terribili voci dell’intimo e contemporaneamente Lei, ma posso ascoltarle e confidarlo a Lei, a Lei come a nessun altro al mondo.
Suo F.


Lettere a Milena.

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