Georgien 2008

Georgien 2008

studio comparativo














I nomi di Śiva è uno studio comparativo sugli inni sanscriti dei mille nomi del dio contenuti nel Mahābhārata e nei Purāṇa, testi fondamentali della tradizione hindū. 
Con la recitazione di tali inni, il devoto magnifica la divinità nelle sue innumerevoli forme e manifestazioni, s'identifica con essa nei suoi vari aspetti, la propizia, la invoca come oggetto d'amore, fa esperienza della sua forma manifesta e si eleva verso l'unica Realtà ineffabile, l'Assoluto impersonale al di là di ogni qualificazione. 
Ma chi è il dio Śiva? 
“Egli è raffigurato nelle vesti dell’asceta dimorante nelle grotte, sui picchi montani, nei cimiteri: i fulvi capelli attorti (dall’unica o dalle tre trecce, oppure col cranio rasato), vestito con una pelle (di vacca, di serpente, di tigre, di antilope nera, di leone), avvolto da foglie e corteccia, cencioso o nudo, ricoperto di cenere, una serpe come cordone sacro, emaciato, il teschio in mano, il bastone fatto con una tibia, la brocca. 
Così come nelle vesti dello splendido e giovane uomo dalle membra forti e vigorose, l’ampio petto villoso, il collo corto e robusto, il dorso taurino, gli occhi di loto, il sorriso radioso, la corazza d’oro, il diadema, il turbante, i gioielli, le belle vesti, le ghirlande e i profumi, la barba e i baffi marroni, la falce lunare in cima al capo, tra i capelli il divino fiume Gange, nelle mani il flauto, il liuto, il tamburo e i cembali. 
Ma è anche il folle trioculo cornigero, impegnato in battaglia (e nella distruzione cosmica) con arco e frecce, mazza, tridente, ascia, fulmine, spada e ogni arma portentosa, i denti aguzzi, la bocca distorta, i capelli ritti, il petto deforme, le dieci braccia, i cavalli bai, il leone come cavalcatura, la lingua simile a una spada, la gola blu, avvolto dalle nubi e color del fumo, fiammeggiante, gli occhi rossi e roteanti, la tremenda risata e un’inquietante e pericolosa schiera di esseri nottivaghi al seguito.






da Introduzione







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