Georgien 2008

Georgien 2008

Des Freyherrn von Münchhausen eigene Erzählung.


Rudolph Erich Raspe (1737-1794)






Wunderbare Reisen

zu

Wasser und Lande,

Feldzüge und lustige Abentheuer
des
Freyherrn von Münchhausen,

wie er dieselben bey der Flasche im Cirkel seiner Freunde selbst zu erzählen pflegt.



Des Freyherrn von Münchhausen

Eigene Erzählung.


Ich trat meine Reise nach Rußland von Haus ab mitten im Winter an, weil ich ganz richtig schloß, daß Frost und Schnee die Wege durch die nördlichen Gegenden von Deutschland, Pohlen, Kur- und Liefland, welche jeder Reisende, als fast noch elender, wie die nach dem Tempel der Tugend, beschreibet, endlich, ohne besondere Kosten hochpreislicher wohlfürsorgender Landes-Regierungen, ausbessern müßte. Ich reiste zu Pferde, welches, wenn es sonst nur gut um Gaul und Reiter steht, die bequemste Art zu reisen ist. Denn man riskiert alsdann weder mit irgend einem „höflichen“ deutschen Postmeister eine Affaire d’honneur zu bekommen, noch von seinem durstigen Postillion vor jede Schenke geschleppt zu werden. Ich war nur leicht bekleidet, welches ich ziemlich übel empfand, jeweiter ich gegen Nordost hin kam. Nun kann man sich einbilden, wie bey so strengem Wetter, unter dem rauhesten Himmelsstriche, einem armen alten Manne zu Muthe seyn mußte, den ich in Pohlen unter einem Haselbusche an der Heerstraße antraf, wie er so hülflos und schaudernd dalag und kaum hatte, womit er seine Schaamblöße bedecken konnte.
Der arme Teufel dauerte mich von ganzer Seele. Ob mir nun gleich selbst das Herz im Leibe fror, so warf ich dennoch meinen Reisemantel über ihn her. Plözlich erscholl eine Stimme vom Himmel, die dieses Liebeswerk ganz ausnehmend herausstrich und mir zurief:
Hohl mich der Teufel, mein Sohn, das soll dir nicht unvergolten bleiben!
Ich ließ das gut seyn und ritt weiter, bis Nacht und Dunkelheit mich überfielen. Nirgends war ein Dorf zu hören, noch zu sehn. Das ganze Land lag unter Schnee; und ich wußte weder Weg noch Steg.
Des Reitens müde stieg ich endlich ab, und band mein Pferd an eine Art von spitzem Baumstaken, der über dem Schnee hervorragte. Zur Sicherheit nahm ich meine Pistolen unter den Arm, legte mich nicht weit davon in den Schnee nieder und that ein so gesundes Schläfchen, daß mir die Augen nicht eher wieder aufgingen, als bis es heller lichter Tag war. Wie groß war aber mein Erstaunen, als ich fand, daß ich mitten in einem Dorfe auf dem Kirchhofe lag! Mein Pferd war anfänglich nirgends zu sehn; doch hörte ichs bald darauf irgend wo über mir. Als ich nun empor sah, so wurde ich gewahr, daß es an den Wetterhahn des Kirchthurms gebunden war und von da herunter hing. Nun wußte ich sogleich, wie ich dran war. Das Dorf war nàhmlich die Nacht über ganz und gar zugeschneyet gewesen; das Wetter hatte sich auf einmal umgesetzt; ich war im Schlafe nach und nach, so wie der Schnee zusammen geschmolzen war, ganz sanft herabgesunken; und was ich in der Dunkelheit für den Stummel eines Bäumchens, der über dem Schnee hervorragte, gehalten, und daran mein Pferd gebunden hatte, das war das Kreuz oder der Wetterhahn des Kirchthurmes gewesen. Ohne mich nun lange zu bedenken, nahm ich eine von meinen Pistolen, schoß  nach dem Halfter, kam glücklich...



I meravigliosi viaggi per mare e per terra,
le campagne e le avventure divertenti
del Barone di Münchhausen,
come si pregia di narrarle egli stesso
presso la bottiglia al Circolo dei suoi amici.


Narrazione del Barone di Münchhausen in Persona.

  

Iniziai il mio viaggio verso la Russia, da casa, nel mezzo dell’inverno poiché, molto giustamente, conclusi che il gelo e la neve dovessero migliorare le vie attraverso le contrade nordiche della Germania, della Polonia, Curlandia e Livonia, quali ciascun viaggiatore descrive quasi più misere che quelle verso il tempio della virtù, finalmente senza costi particolari per le reggenze regionali di alto valore che ben provvedono. Viaggiai a cavallo, cosa che se peraltro non presenti inconvenienti in quanto a animale e cavaliere, è la maniera più comoda di viaggiare. Così infatti non si rischia né un Affaire d’honneur con un qualche “gentile” cocchiere tedesco, nè di venire trascinati davanti ad ogni taverna dal suo Postillon assetato. Ero vestito solo in modo leggero, cosa che ritenni piuttosto negativa, man mano che procedevo verso nordest. Ora ci si può immaginare come dovesse sentirsi con un tempo così rigido, sotto il cielo più inclemente, un povero vecchio, incontrato in Polonia sotto un nocciòlo presso la strada degli eroi, il quale giaceva tanto inerme e tremante, e appena dotato di quanto poteva ricoprirgli le pudenda. Il povero diavolo mi commosse con tutta l’anima. Se pur anche a me gelasse il cuore in petto, gettai tuttavia su di lui il mio mantello da viaggio. Improvvisa tuonò una voce dal cielo che rilevò eccellente questa opera d’amore e mi gridò: mi porti il diavolo, figlio mio, questo non rimarrà senza ricompensa! Io lasciai correre e cavalcai oltre finchè mi sopraffecero la notte e l’oscurità. Da nessuna parte si udiva un borgo, né se ne vedevano. L’intero paese giaceva sotto la neve; e io non riconoscevo né via né steccato. Stanco di cavalcare, finalmente scesi, e legai il cavallo a una sorta di palo appuntito, che emergeva dalla neve. Per sicurezza mi infilai le pistole sotto il braccio, mi coricai nella neve non lontano di lì e feci un sonnellino tanto sano, che non mi si riaprirono gli occhi se non a chiaro luminoso giorno fatto. Quale non fu però la mia sorpresa, quando trovai che ero coricato in mezzo a un borgo nel cimitero! Il mio cavallo dapprima non si scorgeva; tuttavia poco dopo lo udii da qualche parte sopra di me. Appena guardai in alto accertai che era legato al gallo segnavento del campanile e da là pendeva giù. Ora, capii subito quel che dovevo fare. Infatti il borgo era stato completamente innevato durante la notte; il tempo a un tratto era cambiato; nel sonno, io via via che la neve si scioglieva, ero morbidamente disceso; e quello che nel buio mi era parso un mozzicone d’albero che emergeva dalla neve, e a cui avevo legato il mio cavallo, era la croce o il gallo segnavento del campanile. Senza stare tanto a pensarci, presi una delle pistole, sparai alle redini, felicemente giunsi…




 E qualcuno ha abbreviato, in inglese:
Singular travels, campaigns and adventures of Baron Munchausen


I set off from Home on a journey to Russia, in the midst of winter, from a just notion that frost and snow must of course mend the roads, which every traveller had described as uncommonly bad through the northern parts of Germany, Poland, Courland, and Livonia. I went on horseback, as the most convenient manner of travelling; I was but lightly clothed, and of this I felt the inconvenience the more I advanced north-east. What must not a poor old man have suffered in that severe weather and climate, whom I saw on a bleak common in Poland, lying on the road, helpless, shivering, and hardly having wherewithal to cover his nakedness?

Viaggi straordinari, campagne e avventure del Barone di Münchausen

Partii da casa per un viaggio in Russia nel mezzo dell'inverno, con la convinzione che gelo e  neve avrebbero per forza migliorato le strade che ogni viaggiatore aveva descritto come particolarmente brutte nelle regioni settentrionali della Germania, in Polonia, Curlandia e Livonia. Andavo a cavallo, il modo più comodo di viaggiare,  vestivo solo abiti leggeri, e di ciò sentivo gli inconvenienti più procedevo verso nord-est. Cosa non doveva aver sofferto, con quel tempaccio in quel clima  rigido, un povero vecchio che vidi in una distesa desolata in Polonia, steso sulla strada, indifeso, tremante, con a malapena qualcosa  per coprire la sua nudità?




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